Due articoli per strutturare un intervento sul saggio di Mario Perniola, Verso un cinema filosofico.
Nel primo introdurrò alcune riflessioni che avevo già fatto nel passato, riassumendo il punto di vista e fornendo un’applicazione della teoria al caso pratico di un recente film dei Fratelli Coen (Non è un paese per vecchi).
Nel secondo effettuerò una critica più sostanziale al testo del filosofo italiano

Mario Perniola e i fratelli Coen

Fonti del saggio

Che film vengono citati in questo saggio?

A Lisbon Story – Wim Wenders, 1994
La Società dello Spettacolo – Guy Debord, 1973
Guy Debord, son art et son temps – Brigitte Cornand, 1994
Blue – Derek Jarman, 1993
Le Pays des sourds – NIcolas Philibert, 1992

Che libri vengono citati?

La piega – Gilles Deleuze
Opere cinematografiche complete – Guy Debord
Shaved Heads and MArkde Bodies – M. Stiles
Linciaggi – T. Villani
Manuale di antropologia visiva – P. Chiozzi
La grande madre – E. Neumann
Lettera sui sordi e muti – Denis Diderot
Teoria del film – S. Kracauer
Osservazioni sulla filosofia della psicologia – Ludwig Wittgenstein

Ho già parlato di questo testo di Mario Perniola nell’ambito del progetto NoMA. Un articolo che vi invito a leggere cliccando qui, in cui parlo di Non è un Paese per vecchi .

Di quell’articolo ora devo assolutamente riportare due questioni sul perché ritengo il film dei Fratelli Coen un esempio di cinema filosofico:

In primo luogo, «riducendo importanza al valore diegetico dell’opera», offre la possibilità ad una miriade di elementi apparentemente separati di proporsi alla riflessione ed al piacree dello spettatore. Come ho detto all’inizio, infatti, io qui tratto solo della moneta, ma il film offre miriadi di altri spunti, per una gamma amplissima di gusti e di ossessioni (perversioni?).

In secondo luogo perché è in grado come pochi altri film (tra quelli recenti mi viene in mente solo “Il grande capo”) di trasmettere – come scrive Perniola – “un sentire impersonale ed in sospensione o, per usare le parole di Wittgenstein, «un epoché colorata ed intensa»”.

Per il resto, prima di continuare, devo rimandarvi al primo articolo.

NoMA

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> NoMA

> / Verso un cinema filosofico / – II

Link esterni

> Sito di Mario Perniola (personal webpage)

> Comprare “L’arte e la sua ombra”

> Intervista a Mario Perniola su “L’arte e la sua ombra”

Vi saluterei con l’inizio del film di Wim Wenders

5 Commenti

  1. Credo sia ora per me di guardare quel film. Sto uscendo proprio ora per andarlo ad affittare. Spero solo sia già uscito in noleggio dvd…

  2. Lo dico non per altro che per commentare costruttivamente il tuo post, dato che è l’unica fonte a cui non mi sono abbeverato (e piuttosto, nonostante sia quella che muove il post, credo sia di importanza marginale alle conclusioni cui vuoi giungere, non è vero?) ;)

  3. Un terzo commento: ho scritto quel post di cui ti parlavo. Per quello hai tutte le conoscenze che ti servono! :)

  4. caro emma, come sai effettivamente può dirsi marginale visto che l’interesse sta al di là dell’aspetto diegetico… e proprio questo mi dà il là per imandarti al sacondo articolo che sto per pubblicare su questo argomento… in cui parlo anche del rapporto fra mimesi e diegesi…

    ora vengo a leggere il tuo articolo

  5. ps. i tuoi commenti coprono il 90% del totale dei commenti…

    ma se stiamo a guardare le aride cifre non cresceremo mai come studiosi!

    Per chi non avesse colto la citazione:
    http://it.youtube.com/watch?v=FT1Wz0u2ag8


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