Archiviazioni mensili: Ottobre 2009



Venerdì 30 ottobre – Sala convegni della Biblioteca comunale di Ladispoli – Ore 15:30
> “L’arte frutta!”: tavola rotonda e presentazione della mostra “Il mercato della frutta”

Gli artisti, gli studiosi e il pubblico presente daranno luogo ad un dibattito
sulla contaminazione culturale e sul mercato dell’arte.
Dalle 15:30 alle 17:30 – “In teoria”
- Massimo Canevacci (docente di antropologia – in videoconferenza dalla Cina)
- Andrea Gagliarducci (vaticanista e filosofo del linguaggio)
- Babacar M’backé (islamista e musicista)
- Luca Simeone (interaction designer e antropologo)
Dalle 17:45 alle 19:30 – “In pratica”
- Alfonso Di Giuseppe (casa comune 2000 – Ladispoli)
- Valeria Patacchiola (arci – rieti)
> Vedi la locandina generale.
> Vedi la locandina della tavola rotonda.

Sabato 31 ottobre – Mercato giornaliero (fra Via Ancona e Via Odescalchi) e nell’adiacente Sala espositiva comunale – Ore 18:30
> Inaugurazione delle opere

In orario di mercato (e fino alla festa inaugurale)
Yak Beow Seah metterà in scena in tutto lo spazio del mercato il suo “Leftover forever” (Rimanenze infinite).
La sala espositiva sarà pronta ad ospitare lo “swap shop” (Il magazzino del baratto) di Wang Ruobing.
Dalle 18:30 – Festa inaugurale
Documentazione delle performances e presentazione di un’altra opera inedita di Wang Ruobing e di un lavoro portato avanti da Giuseppe Stampone e Progetto Solstizio.
A seguire
Cena con piatti senegalesi (…e frutta) a offerta libera e concerto gratuito degli Heartbeat Melody (concerto di Halloween con musica reggae e world music).
> Vedi la locandina delle istruzioni alle performances di Yak e di Ruobing.
> Vedi la locandina del concerto.

Domenica 1 novembre – Mercato giornaliero (fra Via Ancona e Via Odescalchi)
> Performance interculturale

Ore 17:00 – Canti religiosi murid
Verranno diffusi dei volantini contenenti il testo delle poesie cantate, per la prima volta tradotti in italiano. Le poesie, scelte fra quelle di Cheikh Ahmadou Bamba in base all’attinenza al tema della frutta e dell’apertura interreligiosa, verranno cantate secondo la tradizione senegalese murid: seduti in circolo e senza strumenti.

— Non scordate di dare la vostra partecipazione all’evento su Facebook

Realizzato con il Patrocinio della Provincia di Roma e dell’Assessorato Politiche Giovanili del Comune di Ladispoli

IN ENGLISH

The pure products of Italy go crazy

Il mercato della frutta | Fruit market | 水果市场 | Marssewou menient

_Wang Ruobing (>)

_Yak Beow Seah (>)

logo_su_mela

Il logo della mostra - Foto di Marco Bernardini, elaborazione grafica di Emanuele Sbardella

Una mostra di arte contemporanea che parla quattro lingue (italiano, inglese, cinese e wolof).

Un evento che dura quattro giorni (da venerdì 30 ottobre a lunedì 2 novembre).

_30 ottobre (nella Biblioteca comunale): tavola rotonda di presentazione della mostra.

_31 ottobre (al Mercato): inaugurazione delle opere, diversi orari – apertura ufficiale alle ore 18:00.

_01 novembre (al Mercato): preformances interculturali.

_02 novembre: finissage.


Date ed orari potrebbero subire leggere variazioni. Si prega di richiedere quese ad altro tipo di informazioni consultando questo blogo contattandomi direttamente

(e-mail: emanuele.sbardella@gmail.com; tel: +39 3471911013)


In italiano, oggi, potremmo chiamarla: Il mercato della frutta – I frutti puri impazziscono. Il cuore dell’esposizione è costituito dall’incontro di due artisti (Yak Beow Seah; Wang Ruobing) sul tema della frutta e nello spazio fisico del mercato.

Il mercato della frutta fa parte di PorteAperte: una filiera espositiva sovra-comunale sostenuta e patrocinata dalla Provincia di Roma e gestita centralmente da Sala1 (gruppo FaceBook di PorteAperte). Il filo conduttore che lega Il mercato della frutta agli altri eventi di PorteAperte è la propensione al dialogo interculturale; la specificità della mostra di Ladispoli sta nel fatto che tale dialogo viene messo in scena nel mercato giornaliero tra Via Ancona e Via Odescalchi, con gli artisti come attori e la gente del  mercato come coro: quindi parte anche essi dell’evento. Le opere e gli interventi che costituiscono la mostra tematizzano proprio il relazionarsi dell’arte con l’ambiente del mercato, contesto in cui vengono quotidianamente scambiate opere e merci di ogni genere (opere e merci che circolano normalmente senza la pretesa di essere considerate opere d’arte). Gli artisti coinvolti,  invitati per la loro attitudine al lavoro concettuale sullo scambio e per la lucidità con la quale sono in grado di rielaborare e rappresentare esperienze di vita e professionali segnate dalla contaminazione culturale, hanno realizzato progetti artistici inediti basati specificamente sugli articoli ortofrutticoli realmente scambiati nel mercato di Ladispoli.

Schematizzando, si può dire che gli obiettivi principali della mostra siano tre:

1)       far lavorare gli artisti “rappresentanti” culture diverse in uno spazio intermedio fra la piccola sala espositiva e l’adiacente mercato della frutta.

2)       creare un luogo di dialogo fra questi artisti e la comunità di Ladispoli (con un particolare riferimento alla componente giovanile e ai focolari di creatività e alle comunità di stranieri).

3)       scoprire e riarticolare il rapporto fra centro e periferia (Roma/Ladispoli; ma anche Nord/Sud del Mondo); le logiche di questo rapporto, che oggi non appare più così asimmetrico, appaiono confuse e necessitano di una seria considerazione artistica.

> Per capire a fondo le problmatiche e i temi di questa mostra consiglio la lettura delle mie note di metodologia curatoriale.

 

Il logo della mostra - Foto di Marco Bernardini, elaborazione grafica di Emanuele Sbardella

Il logo della mostra - Foto di Marco Bernardini, elaborazione grafica di Emanuele Sbardella

Aggiornamenti.

> Si può dare la propria adesione all’evento su MySpace e su FaceBook.

Avevo già parlato di Guide Lo Sheikh and the Heartbeats Melody in un precedente articolo, collegando la loro “Price of sacrifice” alla tematica del sacro che si sviluppa a partire dall’albero da frutta (in quell’articolo è incluso il testo della canzone).

A partire dalla lettura di una intervista che il leader della band ha rilasciato a Africa Nouvelles, gli ho rivolto ulteriori domande di approfondimento mirate a collocare con più precisione il loro intervento musicale nel contesto dalla mostra “Il mercato della frutta”.

Evidentemente la loro eterogeneità e il tipo di musica fanno si che la band stessa rappresenti la commistione culturale che si cerca di analizzare nella mostra. Oltre a Cheikh Dieng, di origine senegalese (lead vocal and guitare), troviamo il cubano Douglas h. t. Dickinson (Guitare basse ) e tre italiani: Federico Arnaldi (guitare solo), Nunzio Fanni (percussion) e Valerio Toninel (batterie).

Per approfondire le logiche di questa world music made in Ladispoli, ho posto a Cheikh (nel mio pessimo francese) alcune domande. Riporto qui solo uno stralcio del nostro colloquio, che mi sembra particolarmente rilevante (nb. Nella conversazione si fa diretto riferimento alla succitata intervista).

Domanda: Je voudrais mieux comprendre ta relation avec le Mbalax. Sûrement ta musique est plus influencé par le reggae jamaïcain. Mais peut-être un peu aussi de Mbalax. Tu parle aussi de world music! J’ai écouté un peu de musique ‘Mbalax”, et elle m’est pas semblée une planète différente par rapport au reggae. Exemple http://www.youtube.com/watch?v=93JX3c9IuHI
Défaut d’utiliser explicitement un genre, cela signifie nier le genre lui-même? Je suis sure que ta réponse sois “non”? Mais j’aimerais entendre mieux tes arguments. Je voudrais approfondir ta réflexion à ce sujet.

Risposta: En fait, du point de vu musical, le style m’balakh pur est complètement différent du reggae. Cependant la tendance actuelle est que beaucoup d’artistes pratiquant le m’balakh s’ouvrent de plus en plus à d’autres genres musicaux ,créant ainsi des styles hybrides et bénéficiant ainsi d’un public plus large. Je pense que beaucoup le font par stratégie de pénétration de nouveaux marchés.

Ne pas utiliser un style donné d’une manière explicite ne signifie pas forcément le renier,mais pourrait également le signifier, c’est toujours une question de conception qui diverge selon le point de vue de l’artiste concerné et encore une fois de son background personnel , son histoire, de sa sensibilité, son objectif….

De ma part, ma musique est le fruit de toutes mes influences, dont la plus apparente est le reggae. S’il arrive qu’un  mélomane y pense trouver des influences de styles donnés, c’est justement parceque je suis ouvert à la world music, mais profondément ancré sur les roots et sonorités africaines  Je fais de la musique par sensation.  L’adage dit bien que « les goùts et les couleurs ne se discutent pas ».

Il mercato della frutta si svolgerà a Ladispoli (dal 30 ottobre al 2 novembre 2009, con inaugurazione delle opere il 31) secondo una inedita forma espositiva. L’originalità di tale forma espositiva risiede nella gestione e presentazione dei seguenti aspetti:

- l’unità spazio-temporale della mostra è strategicamente gestita.

- il concetto della mostra si basa su una metodologia antropologica ed è filosoficamente strutturato, quindi aperto e in continua evoluzione.

La gestione dell’unità spazio-temporale della mostra si basa, adattandole al contesto glocale contemporaneo, sulle tre unità aristoteliche di tempo, di luogo e di azione. I limiti temporali e spaziali dell’evento non sono ben definititi. All’apparente concentrazione fa da contrappunto una tendenza allo sconfinamento.

Tempo – Gli ospiti sono di calibro e provenienza internazionale e si confronteranno a Ladispoli per dar vita ad una mostra dalla durata insolitamente breve, ma la cui concentrazione consegue ad un preciso progetto di sviluppo organico della stessa. Considerando il valore simbolico della frutta, non è casuale che le opere vengano inaugurate il giorno in cui secondo una recuperata tradizione celtica si festeggia la fine dell’estate (Halloween); non è casuale che la mostra si chiuda il giorno in cui secondo la tradizione cattolica si commemorano tutti i fedeli defunti (il Giorno dei Morti). Inoltre, grazie alla breve durata dell’evento, si prevede di fidelizzare gruppi di visitatori al fine di creare l’humus relazionale necessario per lo svolgimento stesso di alcune delle opere performative previste. Infine gli eventi saranno serrati e precisamente calendarizzati, aperti e rispondenti a quelle dinamiche effimere che caratterizzano buona parte dell’operato di alcuni artisti coinvolti.

Spazio – Lo spazio non è riducibile la sala espositiva, ma comprende i ponti fra questa ed il mercato che la circonda. Temporalmente, a rendere fluidi i confini, intervengono all’inizio una serie di interventi ed incontri preparativi, che rendono difficoltosa l’individuazione di una sola data di apertura (ad esempio l’inaugurazione è preceduta da una giornata di studi che io ritengo parte integrante del progetto). La chiusura avverrà nella notte fra il giorno dei morti e quello di ognissanti.

Azione – Quello che avverrà è un fitto scambio di opere, idee e materiali fra il luogo deputato all’esposizione d’arte e il luogo circostante deputato all’esposizione e al commercio delle merci ortofrutticole. Si darà luogo ad un microcosmo in cui l’arte si confonde irrimediabilmente con il mercato, utilizzando proprio la frutta (elemento naturale pregno di valori simbolici, economici e nutrizionali) che in questo viene venduta. L’azione degli artisti, inoltre, rimetterà anche in discussione le leggi del mercato proponendo pungenti interpretazioni ed alternative ai suoi tradizionali meccanismi. In questa provocazione, mossa a partire dall’interno di un mercato  della frutta, si scorge per estensione una critica al mercato dell’arte.

È evidente che il concetto della mostra sgorga dall’occasionale prossimità della sala espositiva al mercato.

L’idea base è stata quella di una mostra che condividesse con lo spazio fisico e relazionale del mercato (lavoratori e compratori) l’utilizzo della frutta e la propensione allo scambio.

A supporto teorico privilegiato per questa scelta curatoriale è stato adottato un libro di antropologia a cui il sottotitolo della mostra fa esplicito riferimento. Il titolo della traduzione italiana del testo di James Clifford esplicita sin dal primo momento la convinzione che i frutti puri vadano impazzendo, e che quindi sia vano continuare a pensare a blocchi di culture contrapponendosi. Gli artisti coinvolti propongono il mescolamento, la convivialità e lo scambio come momenti antropologici fondamentali.

A partire da questo nocciolo teorico, l’idea curatoriale si è evoluta secondo modalità di apertura dialogica.

Il curatore ha usato il proprio blog come strumento di lavoro e condivisione del sapere inerente la mostra. La curatorial dashboard è costituita da una serie di interventi scritti nel blog con licenza creative commons e condivisi con gli artisti, con i collaboratori e tutti gli eventuali lettori del blog. Il concetto della mostra è pertanto aperto, si sta formando pubblicamente, e si sottomette alle critiche quanto alla condivisione.

La “curatorial dashboard” si può consultare ed implementare seguendo questo link http://emanuelesbardella.wordpress.com/tag/mercato-della-frutta/ (si aprirà una lista di articoli, in ordine a partire dal più recente). Per chi non volesse scartabellare a lungo, fra i molti articoli segnalo i seguenti:

> Agamben e il prezzo del sacrificio (28 settembre)

Prendendo spunto dall’albero da frutta come elemento simbolico si apre una discussione attorno ai temi del sacro e del profano e all’antica dicotomia, a questa legata, di pubblico e privato.

> Contatto, sovversione e reciprocità (18 settembre)

Prolegomena ad un approccio antropologico alla curatela e inquadramento della mostra (testo curatoriale) nell’ambito di un movimento di resistenza alle dinamiche del capitalismo post-fordista.

> Mostra CC e la grafica condivisa

Riflessione sulla condivisione della mostra per la creazione di un testo curatoriale polifonico e la questione dell’applicabilità della licenza creative commons al testo curatoriale

> PorteAperte a Ladispoli

Dialogo interculturale e la concezione di una mostta come testo curatoriale risultante da un lavoro sul campo

> Arte ecologica

Analisi del rapporto che si è iniziato ad instaurare a partire dalla seconda metà del novecento tra un tipo di coscienza genuinamente ecologica e l’abbandono (o la relegazione) dell’opera da parte di alcuni artisti.

> Isacco di Ninive

Adattamento delle riflessioni teologiche di Isacco di Ninive alla questione contemporanea del lavoro (e, nella fattispecie, del lavoro dell’artista al giorno d’oggi).

> Greenness (11 luglio)

Il curatore è semplicemente un gestore di eventi culturali? Alcune questioni sulla gestione del concetto di “greenness” da parte delle due figure professionali.

Altre informazioni utili presenti sul blog

> Dove si svolgerà esattamente l’evento?

Alcuni testi di riferimento

> Gibran Kalhil

> Me and Elsie

The pure products of Italy go crazy

Fruit market | Il mercato della frutta | 水果市场 | Marssewou menient

_Wang Ruobing

_Yak Beow Seah

_Giuseppe Stampone

A contemporary art exhibition in four languages (italian, english, chinese, wolof). An event lasting four days (from Friday, 30th October to Monday, 2nd November).

_30th October (in the city Library): round table to present the exhibition.

_31th October (at the Marketplace): opening, different hours, official opening at 6,30 P.M.

_1st November (at the Marketplace): different hours, intercultural performances in the afternoon.

_2nd November (at the Marketplace): finissage.

Dates and times could change. For other requests or any kind of information please refer to this blog or contact me directly

(e-mail: emanuele.sbardella@gmail.com; tel: +39 3471911013)

A good title in English would be: Fruit market – The pure products of Italy go crazy.

The core of the exhibition is the meeting of three artists in the physical space of the market (Yak Beow Seah; Wang Ruobing; Giuseppe Stampone) working on the theme of fruit.

The Fruit Market is part of PorteAperte (OpenDoors): a cultural productive chain between little towns supported by the Province of Rome and centrally co-ordinated by Sala1. The leading thread between the Fruit Market and the other events of PorteAperte is the vocation to the intercultural dialogue; the specificity of the exhibition in Ladispoli stays in the seat of this dialogue: it is staged in the real fruit market placed between Via Ancona and Via Odescalchi. The artists (the actors) and the people of the market (the chorus) will be involved into this dialoogue as integral part of the event. The artworks and the presences that compose the exhibition explain the relationship between art and the space of the market, wherein all sorts of works and goods are daily exchanged (works and goods normally circulating without pretending to be considered artworks).

The artist, thanks to their attitude in re-editing and representing life and professional experiences marked by the cultural contamination, realized original art projects specifically based on fruit and vegetables wares really exchanged in the market of Ladispoli.

To present schematically, on can say that the main exhibition’s objectives are three:

  1. get the artists  representing different cultures work in an intermediate space between the little exhibition’s room and the adjacent fruit market.
  2. create a space wherein develop a dialogue between the artists and Ladispoli community (with special attention to young people’s component, to creativity hearts and to foreigners’ communities).
  3. discover and re-articulate the relationship between centre and periphery (Rome/Ladispoli; but also World’s North/South). The gears of this relationship, that today doesn’t seem to be so asymmetric anymore, appear confused and needful of a serious artistic reflection.