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Venerdì 30 ottobre – Sala convegni della Biblioteca comunale di Ladispoli – Ore 15:30
> “L’arte frutta!”: tavola rotonda e presentazione della mostra “Il mercato della frutta”

Gli artisti, gli studiosi e il pubblico presente daranno luogo ad un dibattito
sulla contaminazione culturale e sul mercato dell’arte.
Dalle 15:30 alle 17:30 – “In teoria”
- Massimo Canevacci (docente di antropologia – in videoconferenza dalla Cina)
- Andrea Gagliarducci (vaticanista e filosofo del linguaggio)
- Babacar M’backé (islamista e musicista)
- Luca Simeone (interaction designer e antropologo)
Dalle 17:45 alle 19:30 – “In pratica”
- Alfonso Di Giuseppe (casa comune 2000 – Ladispoli)
- Valeria Patacchiola (arci – rieti)
> Vedi la locandina generale.
> Vedi la locandina della tavola rotonda.

Sabato 31 ottobre – Mercato giornaliero (fra Via Ancona e Via Odescalchi) e nell’adiacente Sala espositiva comunale – Ore 18:30
> Inaugurazione delle opere

In orario di mercato (e fino alla festa inaugurale)
Yak Beow Seah metterà in scena in tutto lo spazio del mercato il suo “Leftover forever” (Rimanenze infinite).
La sala espositiva sarà pronta ad ospitare lo “swap shop” (Il magazzino del baratto) di Wang Ruobing.
Dalle 18:30 – Festa inaugurale
Documentazione delle performances e presentazione di un’altra opera inedita di Wang Ruobing e di un lavoro portato avanti da Giuseppe Stampone e Progetto Solstizio.
A seguire
Cena con piatti senegalesi (…e frutta) a offerta libera e concerto gratuito degli Heartbeat Melody (concerto di Halloween con musica reggae e world music).
> Vedi la locandina delle istruzioni alle performances di Yak e di Ruobing.
> Vedi la locandina del concerto.

Domenica 1 novembre – Mercato giornaliero (fra Via Ancona e Via Odescalchi)
> Performance interculturale

Ore 17:00 – Canti religiosi murid
Verranno diffusi dei volantini contenenti il testo delle poesie cantate, per la prima volta tradotti in italiano. Le poesie, scelte fra quelle di Cheikh Ahmadou Bamba in base all’attinenza al tema della frutta e dell’apertura interreligiosa, verranno cantate secondo la tradizione senegalese murid: seduti in circolo e senza strumenti.

— Non scordate di dare la vostra partecipazione all’evento su Facebook

Realizzato con il Patrocinio della Provincia di Roma e dell’Assessorato Politiche Giovanili del Comune di Ladispoli

IN ENGLISH

The pure products of Italy go crazy

Il mercato della frutta | Fruit market | 水果市场 | Marssewou menient

_Wang Ruobing (>)

_Yak Beow Seah (>)

logo_su_mela

Il logo della mostra - Foto di Marco Bernardini, elaborazione grafica di Emanuele Sbardella

Una mostra di arte contemporanea che parla quattro lingue (italiano, inglese, cinese e wolof).

Un evento che dura quattro giorni (da venerdì 30 ottobre a lunedì 2 novembre).

_30 ottobre (nella Biblioteca comunale): tavola rotonda di presentazione della mostra.

_31 ottobre (al Mercato): inaugurazione delle opere, diversi orari – apertura ufficiale alle ore 18:00.

_01 novembre (al Mercato): preformances interculturali.

_02 novembre: finissage.


Date ed orari potrebbero subire leggere variazioni. Si prega di richiedere quese ad altro tipo di informazioni consultando questo blogo contattandomi direttamente

(e-mail: emanuele.sbardella@gmail.com; tel: +39 3471911013)


In italiano, oggi, potremmo chiamarla: Il mercato della frutta – I frutti puri impazziscono. Il cuore dell’esposizione è costituito dall’incontro di due artisti (Yak Beow Seah; Wang Ruobing) sul tema della frutta e nello spazio fisico del mercato.

Il mercato della frutta fa parte di PorteAperte: una filiera espositiva sovra-comunale sostenuta e patrocinata dalla Provincia di Roma e gestita centralmente da Sala1 (gruppo FaceBook di PorteAperte). Il filo conduttore che lega Il mercato della frutta agli altri eventi di PorteAperte è la propensione al dialogo interculturale; la specificità della mostra di Ladispoli sta nel fatto che tale dialogo viene messo in scena nel mercato giornaliero tra Via Ancona e Via Odescalchi, con gli artisti come attori e la gente del  mercato come coro: quindi parte anche essi dell’evento. Le opere e gli interventi che costituiscono la mostra tematizzano proprio il relazionarsi dell’arte con l’ambiente del mercato, contesto in cui vengono quotidianamente scambiate opere e merci di ogni genere (opere e merci che circolano normalmente senza la pretesa di essere considerate opere d’arte). Gli artisti coinvolti,  invitati per la loro attitudine al lavoro concettuale sullo scambio e per la lucidità con la quale sono in grado di rielaborare e rappresentare esperienze di vita e professionali segnate dalla contaminazione culturale, hanno realizzato progetti artistici inediti basati specificamente sugli articoli ortofrutticoli realmente scambiati nel mercato di Ladispoli.

Schematizzando, si può dire che gli obiettivi principali della mostra siano tre:

1)       far lavorare gli artisti “rappresentanti” culture diverse in uno spazio intermedio fra la piccola sala espositiva e l’adiacente mercato della frutta.

2)       creare un luogo di dialogo fra questi artisti e la comunità di Ladispoli (con un particolare riferimento alla componente giovanile e ai focolari di creatività e alle comunità di stranieri).

3)       scoprire e riarticolare il rapporto fra centro e periferia (Roma/Ladispoli; ma anche Nord/Sud del Mondo); le logiche di questo rapporto, che oggi non appare più così asimmetrico, appaiono confuse e necessitano di una seria considerazione artistica.

> Per capire a fondo le problmatiche e i temi di questa mostra consiglio la lettura delle mie note di metodologia curatoriale.

 

Il logo della mostra - Foto di Marco Bernardini, elaborazione grafica di Emanuele Sbardella

Il logo della mostra - Foto di Marco Bernardini, elaborazione grafica di Emanuele Sbardella

Aggiornamenti.

> Si può dare la propria adesione all’evento su MySpace e su FaceBook.

Mi è capitato recentemente di affrontare la questione della dissoluzione dell’opera d’arte sotto due punti di vista diversi.

La prima volta, qualche mese fa, analizzando il cinema di David Lynch da un punto di vista psicoanalitico. Quell’articolo è stato recentemente pubblicato nel 17° numero di Agalma. Il titolo del diciassettesimo numero è L’arte senza opere. Il titolo dell’articolo, scritto a 4 mani con Emmanuele Pilia tra settembre e dicembre 2008 (se non ricordo male), è De-formazione professionale. Zaha Hadid e David Lynch: due produttori di immagini. Si tratta di un parallelismo che compara le produzioni di un cineasta e di un architetto. Io, per evidenti lacune nel campo dell’architettura, ho approfondito la sezione riguardante il cinema. Tuttavia, a mio modo di vedere, l’aspetto più intrigante di questo scritto sta proprio in quella che è stata la nostra capacità di intersecare i punti di vista e dare luogo ad una produzione saggistica ricca molte simmetrie e di rimandi interni non immediatamente individuabili.  E’ stato interessante il confronto con la destrutturazione architettonica che da decenni si sta prendendo piede nella produzione dell’archiettto iraniano; ancor più interessante il doppio movimento di incontro che con Emmanuele siamo riusciti ad intessere senza troppe forzature. Non voglio lasciare troppo spazio alla retorica dello sconfinamento, ma ci tengo a sottolineare lo straordinario scambio che si è instaurato con il mio amico architetto, augurandomi di poter approfondire questa tematica in futiue pubblicazioni di più ampio respiro.

Dove ci condurranno le nostre vie?

Non è più il tuo film - citazione da Mulholland Dr.

Non è più il tuo film - citazione da Mulholland Dr.

(Forse quello già non è più il nostro articolo)

Se in quella occasione il cinema di Lynch è stato il punto di partenza per approfondire il dissolvimento dell’opera da un punto di vista psicanalitico, più di recente, nell’ambito della preparazione concettuale della mostra Il mercato della frutta (30 ottobre > 2 novemrbe 2009), mi è capitato di sviluppare una seconda tematica sempre legata allo stesso filone del dissolvimento dell’opera. Evidentemente sono molti i fattori che possono condurre un artista o un movimento a prediligere azioni più fluide e tematiche metacomunicative. Infatti  nel nostro articolo, le mie argomentazioni metapsicologiche sul cinema di Lynch non avanzavano alcuna pretesa di esaustività. Così in questo caso torno ad incontrare la tematica generale, e non sento il bisogno di riprendere in mano l’articolo da poco stampato. Se in quella occasione trattavo dell’inconscio psicoanalitico, in questa seconda occasione affronto (per me inaspetattamente) la coscienza ecologica. Più precisamente sto cercando di fare chiarezza sul rapporto fra il lavoro nelle società postfordiste, la coscienza ecologica e l’abbandono dell”opera. Ho recentemente pubblicato due articoli su questo macrotema nel mio blog, ed altri ne sono in arrivo.

Nel primo dei due appena scritti allaccio le riflessioni teologiche di Isacco di Ninive alla questione contemporanea del lavoro. Attraverso questo collegamento conio il concetto di riposo lavorante, il quale è a mio avviso altrettanto bene applicabile alle operazini artistiche di molti artisti contemporanei.

Nel secondo articolo ho affrontato con più ortodossia il rapporto che secondo me si viene a creare tra una coscienza genuinamente ecologica (e non la paternalistica protezione della natura) e l’abbandono dell’opera. Tale abbandono avverrebbe in favore di processualità  prive di delimitazioni formali e temporali; processualità che non siano predefinite da un telos e che non mirino, quindi, alla tradizionale creazione di un’opera finita ed esteticamente fruibile. (di questo articolo c’è anche una versione in inglese, alla quale ho aggiunto un intero capitolo in lingua originale di “The human condition”, ed il rimando alla versione integrale)

Hallo O.!

La quiete dopo un addio (im Bezug auf ein Gedicht von Leopardi)

Die Ruhe nach ein Abschied

Wir lebten eingesperrt in dieser Zeit.
Ich lag (so dachte ich)… und der Schnee fiel.
Neugier und Geduld zu einem werden.

Ich begann die Untersuchung des Frosts

und der riesigen Reserven…

Es wird noch ein mal Gewitter.
Und wird nach wieder Sommer.

Die Farben des Sommers werden die Straßen voll füllen.

Wir werden ein Gefühl innerhalb wachsen fühlen:

den Wunsch zu reisen und neue Lieben zu treffen.

Gebirge, die steigen aus dem Wasser an.

Die Buchten der Unbeständigkeit; die Wiesen des Unschlüssigkeit.

Um diese Langeweile des Lebens zu überwinden…

Nimm was du willst, aus den Gärten, die in der Schwebe deiner Seele sind.

Es wird noch ein mal Gewitter.
Und Sommer wird wieder enden.

Die Ruhe der herbstlichen Farben

wird sich auf den Straßen und auf der Stimmungen spiegeln.

Wie die leichte Beschwerden nach einem Abschied.

Es gibt nur wenige Dinge, die zum Ende des Sommers bleiben.

Die Ruhe der herbstlichen Farben

wird sich auf den Straßen und auf der Stimmung spiegeln.

> Testo originale (Battiato website)

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Una data

10 luglio 2009

Tre luoghi

> Roma | MLAC – Museo Laboratorio Arte contemporanea (Sapienza), dalle 10.00 alle 18.00

> Roma | Sala1 – Centro Internazionale d’Arte Contemporanea, ore 18.30

> Web | Yahoo! Answers, dalle 15.00 alle 20.00


Il 10 luglio 2009 lo storico dell’arte Laura Leuzzi, il curatore Emanuele Sbardella e l’artista Luciano Nestola ripeteranno, ciascuno a suo modo, ad un anno di distanza, una performance di Cesare Pietroiusti dal titolo Una risposta ad ogni domanda. L’azione si svolse presso il MLAC il 10 luglio 2008, in collaborazione con la Fondazione Baruchello, nell’ambito della manifestazione fuoriXcorso, evento finale del Master in Curatore d’Arte Contemporanea. Pietroiusti si era reso disponibile per cinque ore (dalle 15:00 alle 20:00) a rispondere il più compiutamente possibile alle domande che gli erano state rivolte dal pubblico di studenti.

> Scarica l’invito (cliccandu sull’anteprima)

Invito

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Sotto il portico del MLAC (Piazzale Aldo Moro, 5), verrà esposta l’installazione (dieciluglioduemilanove) – 1 del giovane artista Luciano Nestola, il quale, dalle ore 10 alle 18, riprodurrà Una risposta ad ogni domanda ricollocando gli elementi materiali utilizzati nel 2008, in un’installazione. Grazie all’inserimento della camicia che l’artista indossava quel giorno, Nestola si riferirà soggettivamente all’artista e grazie all’ambientazione sonora (creata con la collaborazione dei Tecnosospiri che, a pochi metri di distanza, stavano facendo il soundcheck per un concerto nello stesso momento in cui si svolgeva la performance del 2008) metterà in gioco le vibrazioni della memoria, ma senza l’aspetto verbale delle domande e delle risposte.

La performance Un an après di Laura Leuzzi si svolgerà presso Sala 1 (Piazza di Porta San Giovanni, 10), alle ore 18.30. La giovane studiosa racconterà la propria versione degli eventi attraverso le pagine di un diario: “indosserà” un personaggio che leggerà da un quaderno il ricordo dell’esperienza di un anno fa. La performance verrà documentata dalla fotografa Martina Cocco e gli scatti verranno incollati sul taccuino. Al termine, i vestiti e il quaderno saranno riposti in una valigia, kit del moderno troubadour, che diverrà un’opera documentante l’evento.

Emanuele Sbardella svolgerà il proprio intervento Like question, like Answers! utilizzando la piattaforma Yahoo! Answers. Egli riformulerà (adattandole al contesto e al canale), e proporrà agli utenti del web, le domande già poste a Pietroiusti nel 2008. Per la performance, tra le 15:00 e le 20:00, utilizzerà due false identità: la prima porrà le domande, la seconda risponderà dopo aver considerato le risposte degli altri utenti della rete. La performance potrà essere seguita anche dal blog ell’autore (cioè da questo blog).

A distanza di un anno l’evento potrà essere ulteriormente replicato da chiunque sia interessato.

Ufficio Stampa: Laura Leuzzi laura.leuzzi@uniroma1.it 347-6016701

Nell’impossibilità (stando io in Germania) di visitarla a Perugia, consiglio a tutti quelli che si trovassero in quella zona a fine giugno (il 26) di andarci, e poi magari di venire qui sul blog a scrivermi un’opinione.

Disegno in mezzo al nulla e Verde per qualcosa

Sai Hua Kuan e Wang Ruobing

Dal 26 giugno al 4 luglio 2009

AREA PRIVATA

spazio espositivi indipendente

Inaugurazione: venerdi 26 giugno, dalle 10:00 alle 13:00

Orario d’apertura: 16:00 – 20:00

Invito alla mostra

Invito alla mostra

AREA PRIVATA è lieta di presentare le opere di Sai Hua Kuan e Wang Ruobing. La mostra, intitolata “Disegno in mezzo al nulla e Verde per qualcosa”, espone i nuovi lavori che i due artisti cinesi hanno sviluppato nel corso dell’ultimo anno.

“Disegno in mezzo al nulla” di Sai Hua Kuan è un’opera site-specific che si adegua al volume dello spazio in cui viene installata. Usando la corda in cotone bianco come materiale principale, “Disegno” esplora le semplici ma fondamentali funzioni della linea – dividere, sottrarre e definire uno spazio.

“Verde per qualcosa” di Wang è una installazione costituita da centinaia di oggetti verdi. Come in molti altri dei suoi lavori, “Verde” esplora il modo in cui il pubblico pensa e considera la questione ambientalistica cercando di stimolare una più consapevole relazione dell’uomo con gli spazi che lo circondano.

Dove:

AREA PRIVATA

Via Vermiglioli 2

06123 Perugia

Info: areaprivatagallery@gmail.com

Direttore Pietro Nicoletti

Cenni biografici degli artisti

Sai Hua Kuan

Sai Hua Kuan è nato nel 1976 a Singapore in una famiglia proveniente da Hainan (una provincia meridionale della Repubblica Popolare Cinese) ed oggi vive e lavora nel Regno Unito. Laureatosi presso la Slade School of Fine Art – University College London, ha preso parte a numerose esposizioni in tutto il mondo (Canada, Francia, Inghilterra, Russia e Singapore). Sai lavora con diversi tipi di supporti e di linguaggi, tra cui la scultura, il video, la fotografia e la performance.

Soffermarsi su uno spazio e trasformarlo; smantellare e ricostruire materiali ed oggetti sono le attività fondanti della sua pratica artistica.

Wang Ruobing

Wang Ruobing è nata a Chengdu (Cina) nel 1975 e vive tra Singapore e l’Inghilterra. Dottorando presso la Ruskin School of Drawing and Fine Art – University of Oxford, la sua ricerca esamina le modalità in cui una coscienza ambientalistica sia presente fra gli artisti cinesi contemporanei. Parallelamente, lei stessa si pone come artista molto attenta alla questione ambientale. Sebbene si sia formata come scultrice, spazia fra una vasta gamma di ambienti, linguaggi e materiali: dal disegno all’incisione, dal ready made alla fotografia, dal video al film. Che siano effimere o permanenti, le opere di Ruobing pongono al centro la relazione fra umanità e ambiente-natura, tra la crescente consapevolezza della problematica del verde e la realtà sociale. L’esperienza visuale dei suoi lavori, spesso accompagnata da una stretta interazione con il pubblico, cerca di provocare uno stato d’animo: una opportunità di ripensare la nostra relazione con l’ambiente che ci circonda.