Auf di blaue Pfeile klicken, um die Foto zu schauen.
View Larger Map
(oder sehen im Panoramio)
—
Halluzination

Auf di blaue Pfeile klicken, um die Foto zu schauen.
View Larger Map
(oder sehen im Panoramio)
—
Halluzination

Der Spilplatz in Petersberg hat eine tolle expressionistische Szenografie.
Ich habe ein Paar Foto gemacht (click on the foto to see the entire photostream).
http://www.flickr.com/photos/27436410@N05/sets/72157621928394929/
Hat den Dr. Caligari geplant?
—
Nell’ambigua confusione di ruoli (curatore ed artista) che caratterizzano la mia attività nella presente produzione, sento il dovere di scrivere una breve premessa metodologica che illustri le motivazioni e le ragioni della mia posizione.
> Comunicato stampa dell’intero evento
> Presentazione della mia performance
Anzitutto amo credere di poter imparare dalle mie esperienze pregresse. L’evento originario (anche se il concetto di “origine” è proprio ciò che tale evento metteva in discussione) … L’evento da cui nasce l’articolata situazione in cui oggi mi trovo a lavorare, segnò indelebilmente la mia entrata nel mondo dell’arte: un rito di passaggio in cui io mettevo in scena la prima mostra realizzata sulla base di una mia idea curatoriale (fuoriXcorso). Tale evento giunse non tanto a conferma dei miei studi pregressi sulla pratica e sulla teoria curatoriale, bensì creò scompiglio nei miei apollinei progetti e mi pose di fronte ad una scelta: approfondire la mia teoria curatoriale e cercare di metterla in atto o praticare il mestiere imparando dalle situazioni che di volta in volta mi si sarebbero poste come altrettanti insegnamenti. Io scelsi una via intermedia: praticare la cura come modalità di ripensamento teorico permanente. Questo mi permette oggi di svincolarmi dalla forza della mia figura professionale (la professionalità e il dilettantismo furono due temi scottanti durante la prima performance) e pensarmi come artista nell’atto di ridiscutere la mia stessa attività curatoriale (che quest’anno ha incontrato l’impagabile collaborazione di Laura).
Altro argomento che offre una giustificazione alla confusione dei ruoli proviene da una tradizione consolidata di democratizzazione del processo artistico. Tale processo si acuisce nel momento in cui la curatela dell’evento assume di proposito una scrittura frammentaria; non si pone nel presente (nunc) se non con un solido legame al passato e al futuro; non si pone nel qui (hic) se non con un inalienabile legame all’altrove. L’evento di costituisce di tre micro-eventi, ciascuno dei quali è caratterizzato da combinazioni topologiche in sé frammentarie. L’assemblaggio nel caso di Nestola; la raccolta (mi sembra di poter dire) nel caso di Leuzzi; la dispersione nel mio caso. In tutti e tre i casi demos entra a far parte dell’opera e non ne è chiamato solo a partecipare contemplando. L’opera di Nestola si colloca volutamente in un luogo di passaggio di studenti fra passato e futuro; l’opera di Leuzzi espone in pubblico l’intimità di un ricordo; a me piace mescolare memoria privata e memoria collettiva attraverso l’interrogazione pubblica. Per questo mi piace usare l’espressione scrittura frammentaria della mostra, con esplicito riferimento a quanto intuito da Baudrillard: “La scrittura frammentaria è in fondo la scrittura democratica. Ogni frammento gode di una uguale distinzione. Il più banale trova il proprio lettore eccezionale” .
—
- Watch the highlights
—
- Watch all the photos
> Other pictuers from the same exhibition
Sperando che quel poco che scrivo nel mio blog possa toranre utile nella traiettoria avolutiva di qualche idea...
This weblog by è Emanuele Sbardella is licensed under a Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia License.
|