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Like question, like Answers!

Oggi, venerdi 10 luglio 2009, tra le ore 15:00 e le 20:00, porrò agli utenti della comunità virtuale Yahoo!Answers una serie di domande. Esse saranno ispirate alle domande che vennero poste a Cesare Pietroiusti nell’ambito della performance Una risposta ad ogni domanda, che egli eseguì un anno prima, nella stessa fascia oraria.

Y! Amsers

Le domande verranno riformulate in base al nuovo contesto, rese accattivanti e stimolanti per i frequentatori di quel social network e poste da un avatar che gli stessi frequentatori della comunità avranno imparato a conoscere. Il Nickname dell’avatar è allo stesso tempo un gioco di parole che fa riflettere sulla funzione sociale del canale utilizzato (Y!Answers) e rimanda in maniera impercettibile per i normali utenti della comunità (ma non per gli utenti che quel giorno specifico entreranno per assistere alla performance) a Cesare Pietroiusti. L’avatar, infatti, si chiama Peter Right.
Alla fine della serata, utilizzando un avatar che si chiama Emanuele, ma che offre un’identità falsa quanto la prima, darò la mia risposta alle domande in base al mio ricordo delle risposte di Cesare Pietroiusti.


Specifiche tecniche

Si tratta di una performance che si svolge esclusivamente tra le maglie del web. Per quanto il web, con la sua intrinseca porosità, non possa essere facilmente delimitato, è lecito dire che il principale campo d’azione sarà la piattaforma Y!Answers; piattaforme di sostegno: FaceBook e WordPress; mi è impossibile citare tutte le altre piattaforme confinanti ed interagenti.

> Y!Ansers
> FaceBook (pagina dedicata all’evento)
> WordPress (mio blog)

L’evento potrà essere seguito in diretta sul sito Y!Ansers, ma per conoscere le modalità di fruizione dello stesso è consigliabile partire dal mio blog, in cui dalla mattina saranno disponibili spiegazioni tecniche e una guida su come leggere le domande esatte e su come seguire il susseguirsi delle risposte. Durante la performance il blog e l’evento FaceBook verranno aggiornati con i link a tutte le singole domande in progress, per facilitare la fruizione. Alla fine dell’evento sarà reso disponibile sul mio blog un resoconto dettagliato di tutto il materiale raccolto (il quale sarà da considerarsi anche come appendice al catalogo)

Per preparare la performance ho utilizzato il palcoscenico che Yahoo! mi ha messo gratuitamente a disposizione. Gli utenti di Answers sono stati inconsapevoli attori e interattivi spettatori di questo gioco collettivo. Non vuole assolutamente essere una critica o una parodia. Con il tempo ho imparato a conoscere meccanismi e motivazioni che soggiacciono al funzionamento di questa comunità virtuale. A volte ammiro la sagacia di alcuni, altre volte compatisco il malessere di altri.
Quali sono state le ragioni che mi hanno spinto ad instaurare questa forte interazione con la comunità virtuale? Alla curiosità etnografica e alla responsabilità curatoriale ci conoscere il luogo (che restano per me i due motori principali dell’interazione), si aggiungeva al necessità pratica di accumulare punti (vedi lo scoring system) al fine di passare ad un livello di utenza superiore e di conseguenza l’autorizzazione a porre un numero più elevato di domande. Al livello 3 potrò porre 15 domande, laddove a livello 1 ne avrei potuto porre solo 5 (in un’unica giornata). Per poter partecipare ho dovuto giocare per mesi, accumulare punti, costruirmi un personaggio, farmi amici. Strutturare una rete di conoscenze ed un profilo credibile e accattivante, scherzoso, ambiguo ma anche profondo. Spesso mi capitava di non avere cognizione di chi realmente stesse rispondendo o facendo domande (se io, Emanuele, Peter Right o chissà chi altri).

Presento i due attori principali con cui mi sono immedesimato (attenzione: il io indirizzo e-mail reale è emanuele.sbardella@gmail.com. Nessuna delle due e-mail che compaiono di seguito sono indirizzi validi che io controllo. Utili solo al fine della registrazione).

• Peter Right (right_peter@yahoo.it)
> Vedi profilo on-line

• Emanuele (emanuele.sbardella@yahoo.it)
> Vedi profilo on-line

Concept

In base a quanto esposto nella premessa metodologica, dovrebbe essere chiaro che, nel micro-evento (frammento di frammenti) che io ho pensato di realizzare in ricordo del 10 luglio 2008, la democratizzazione della pratica artistica e disseminazione della memoria costituiscono gli assi portanti del discorso. Una volta assodati questi punti di base posso procedere con ulteriori chiarimenti e spiegazioni del mio progetto artistico.

Nel momento in cui memoria privata e collettiva si mescolano, il ricordo si dissolve. Con esso anche l’identità individuale e l’autorialità connessa vacillano, dischiudendo nuovi campi fertili per pratiche artistiche radicali. Per questo ho deciso di diffondere la memoria attraverso una mistificazione identitaria senza soluzione. Troppo spesso anche un avatar fornisce riferimenti identitari potenti: la menzogna, l’inganno e l’incantamento liberano dalla gabbia identitaria e suscitano pensieri dissonanti. Questa è la speranza che ho nel fare mio un mezzo inusuale nel campo artistico ma estremamente diffuso nella vita quotidiana di migliaia di adolescenti.

Lo scopo ultimo della azione è quello di rinvenire, attraverso le risposte di persone che non furono presenti, la testimonianza un fondo comune nella memoria di tutti i contemporanei. Un fondo comune che si basa in parte sulla distentio animi agostiniana (altrimenti detto: passato e futuro non hanno senso se non vengono inscritto nella contemporaneità del presente – il quale, d’altronde, non esiste nella sua autonomia), in altra parte sulla virtuale ubiquità e l’onniscienza di ogni uomo. Suscitare risposte in un corpo collettivo ed anonimo di utenti, eterogeneo ma in qualche modo unitario. Come a dire: nessuno di noi c´era, eppure in qualche modo tutti insieme sappiamo la stessa cosa, siamo stati partecipi anche di quell´evento (come, d´altronde, di tutti gli eventi del mondo).

Benché abbia luogo ovunque ed in nessun luogo in particolare, il mio intervento può essere descritto come in situ e può ben essere contestualizzato in una più vasta ricerca che sto portando avanti da qualche mese (di cui fa parte anche un progetto web che attualmente sto portando avanti come attività per bambini in Germania) sulla possibilità di curare ad ed attuare microeventi che non solo trovino nel web una sistemazione di comodo, ma che scelgano la rete come principale questione da affrontare. Ragionare attraverso la Rete, quindi, attraverso i suoi canali e linguaggi specifici (non come fanno tanti saggisti solo su libri stampati) circa effettive possibilità abitative ed identitarie che questa offre. In questo senso posso dire che la mia performance è una pratica di sperimentazione identitaria basata sull’architettura del web 2.0.
Ad un primo livello la performance offre un semplice sdoppiamento. E questo ha a che vedere con il mondo offline (se cosi si può semplificare), dipende dal mio rapporto con l’artista. In qualità di curatore, durante l’evento originario, io non potevo porre domande all’artista. In questa occasione (la ripetizione rammemorante), quindi, la mia memoria è come inibita giacché la mia esperienza è stata scissa. Durante l’evento originario tutto il dialogo avuto con l’artista nel preparare la performance si è di fatto interrotto con il sopraggiungere della fase culminante del lavoro. In risposta a questa castrazione ho deciso di utilizzare la piattaforma reticolare di questo social media, al fine di ottenere da altri le risposte che io non posso dare.

Ad un secondo livello l’identificazione (o la disidentificazione) avviene con la collettività. Il ricordo connettivo coincide con l´amnesia identitaria. Smarrire la mia identità online nell’atto di ridurre me stesso a pacchetto informativo e stimolante della memoria collettiva. Ma piuttosto che parlare di memoria collettiva (termine marchiato dall’impostazione junghiana), preferirei introdurre l’espressione memoria connettiva. La memoria personale non diventa semplicemente collettiva nel momento in cui avviene una diffusione pubblica capillare del messaggio. Non mi interessa investigare quella che secondo alcuni viene descritta come serbatoio di messaggi archetipici geneticamente inscritti. Mi interessa piuttosto leggere fra le righe delle varie risposte individuali l’emergere di un fondo di collettività attraverso la connessione. Anche chi non aveva assistito a quello che io ricordo personalmente di aver esperito, può in un certo senso testimoniare la medesima esperienza. Scavo, in questo modo, nel fondo di una insondabile memoria condivisa. Rendo partecipi anche le persone che furono assenti nell’evento originario gli assenti, cercando nelle loro risposte frammenti dei miei ricordi.

> Link al comunicato stampa

> Guida alla fruizione


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Una data

10 luglio 2009

Tre luoghi

> Roma | MLAC – Museo Laboratorio Arte contemporanea (Sapienza), dalle 10.00 alle 18.00

> Roma | Sala1 – Centro Internazionale d’Arte Contemporanea, ore 18.30

> Web | Yahoo! Answers, dalle 15.00 alle 20.00


Il 10 luglio 2009 lo storico dell’arte Laura Leuzzi, il curatore Emanuele Sbardella e l’artista Luciano Nestola ripeteranno, ciascuno a suo modo, ad un anno di distanza, una performance di Cesare Pietroiusti dal titolo Una risposta ad ogni domanda. L’azione si svolse presso il MLAC il 10 luglio 2008, in collaborazione con la Fondazione Baruchello, nell’ambito della manifestazione fuoriXcorso, evento finale del Master in Curatore d’Arte Contemporanea. Pietroiusti si era reso disponibile per cinque ore (dalle 15:00 alle 20:00) a rispondere il più compiutamente possibile alle domande che gli erano state rivolte dal pubblico di studenti.

> Scarica l’invito (cliccandu sull’anteprima)

Invito

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Sotto il portico del MLAC (Piazzale Aldo Moro, 5), verrà esposta l’installazione (dieciluglioduemilanove) – 1 del giovane artista Luciano Nestola, il quale, dalle ore 10 alle 18, riprodurrà Una risposta ad ogni domanda ricollocando gli elementi materiali utilizzati nel 2008, in un’installazione. Grazie all’inserimento della camicia che l’artista indossava quel giorno, Nestola si riferirà soggettivamente all’artista e grazie all’ambientazione sonora (creata con la collaborazione dei Tecnosospiri che, a pochi metri di distanza, stavano facendo il soundcheck per un concerto nello stesso momento in cui si svolgeva la performance del 2008) metterà in gioco le vibrazioni della memoria, ma senza l’aspetto verbale delle domande e delle risposte.

La performance Un an après di Laura Leuzzi si svolgerà presso Sala 1 (Piazza di Porta San Giovanni, 10), alle ore 18.30. La giovane studiosa racconterà la propria versione degli eventi attraverso le pagine di un diario: “indosserà” un personaggio che leggerà da un quaderno il ricordo dell’esperienza di un anno fa. La performance verrà documentata dalla fotografa Martina Cocco e gli scatti verranno incollati sul taccuino. Al termine, i vestiti e il quaderno saranno riposti in una valigia, kit del moderno troubadour, che diverrà un’opera documentante l’evento.

Emanuele Sbardella svolgerà il proprio intervento Like question, like Answers! utilizzando la piattaforma Yahoo! Answers. Egli riformulerà (adattandole al contesto e al canale), e proporrà agli utenti del web, le domande già poste a Pietroiusti nel 2008. Per la performance, tra le 15:00 e le 20:00, utilizzerà due false identità: la prima porrà le domande, la seconda risponderà dopo aver considerato le risposte degli altri utenti della rete. La performance potrà essere seguita anche dal blog ell’autore (cioè da questo blog).

A distanza di un anno l’evento potrà essere ulteriormente replicato da chiunque sia interessato.

Ufficio Stampa: Laura Leuzzi laura.leuzzi@uniroma1.it 347-6016701

Seconda banconota della serie sulla rimemorazione di Pietroiusti.

(Clicca sull’immagine per visionare la pagine del progetto NoMA)

NoMA - CP02

NoMA - CP02

In seguito alla realizzazione della performance, ci si rende conto che la performance non è poi realmente finita.

Come recita l’invito dell’artista: “Il lavoro non finisce qui. Rifallo tu fra un anno!”

Per ricapitolare le tappe fino a questo punto:

> L’invito a partecipare alla performance

> Il resoconto della performance

Giunti a questo punto ho creato uno spazio di raccolta e discussione virtuale, ove stringere relazioni tra le persone che sono state toccate dalla performance di Cesare Pietroiusti e sono intenzionate a portare a termine, in modo creativo, la sua suggestione, il suo suggerimento.

Ho creato un gruppo di discussione, uno strumento messo a disposizione da Google, appositamente per questa ragione. Potete visitare ed interagire nel gruppo di discussione seguendo questo link.

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Un assaggio di fotografie scelte della mostra, durante l’inaugurazione e la mattina di lunedì 14 luglio.

Per le altre foto visitate la mia pagina su Panoramio.

Non inserirò qui le foto incluse nei due articoli precedenti (sulla performance di Pietroiusti e sull’opera di Fantin).

Buona visione:

Pietroiusti - Domande in ordine sparso

Pietroiusti - Domande in ordine sparso

Pietroiusti - Domande viste dallalto

Pietroiusti - Domande viste dall'alto

Fantin - Il maglione visto dal basso

Fantin - Il maglione visto dal basso

Pietroiusti - Installazione delle domande

Pietroiusti - Installazione delle domande

Wittgenstein e Castelnuovo

Wittgenstein e Castelnuovo

Fantin - Wittgenstein

Fantin - Wittgenstein

Istituto Castelnuovo

Istituto Castelnuovo

95 domande, in 5 ore di performance. Cesare Pietroiusti ha risposto compiutamente ad oltre una domanda ogni tre minuti.

Pietroiusti risponde all edomande del pubblico studentesco

Cesare Pietroiusti risponde alle domande del pubblico studentesco

Decine di visitatori hanno avuto modo di assistere alla performance dell’artista, sviscerando in vari modi questioni inerenti l’arte contemporanea e la situazione performativa stessa, ma anche temi politici, psicologici e teologici.

Indicazioni per la performance di Cesare Pietroiusti

Indicazioni per la performance di Cesare Pietroiusti

La lista delle domande sono attualmente esposte al primo piano del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, e lo saranno fino al 25 luglio, data di chiusura della mostra fuoriXcorso.

Durante la performance l’artista consegnava a tutti i partecipanti un interessante invito a riprodurre sulla base dei propri ricordi tra un anno questo stesso evento (Una risposta ad ogni domanda – fuoriXcorso – 10 luglio 2008).

Linvito alla memoria

L'invito alla memoria

Quindi avremo sicuramente da tornare sull’argomento il 10 luglio 2009.

Ricordo che l’invito è. ovviamente rivolto solo a quelli che sono stati i partecipanti.

A breve comunque caricherò altro materiale.

Intanto potete vedere la serie dei video che Pietroiusti ha fatto alla tavola rotonda di dicembre.

Potete vederli sul mio canale di YouTube.

Il primo video di quella serie è il seguente:

fuoriXcorso logo

fuoriXcorso,

ovvero come alcuni artisti leggono lo spazio della città dei saperi

Giovedì 10 luglio 2008, alle ore 18:30, il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Sapienza Università di Roma ospita la mostra fuoriXcorso. Ovvero come alcuni artisti leggono lo spazio della città dei saperi.

La città universitaria. Chi sono gli abitanti di questo spazio universale del sapere, di questa realtà in continuo mutamento che sconfina oltre i propri limiti architettonici? Perché passano di qui? Quali sono i sogni, le aspettative, le relazioni che li legano? Questi sono gli interrogativi a cui la mostra fuoriXcorso si propone di dare una serie di possibili risposte.

Gli artisti sono stati chiamati a dare la loro interpretazione della città universitaria: una città nella città, uno spazio inteso come luogo fisico e simbolico. Gli artisti hanno lavorato sui saperi e sulle sensazioni che circolano in questo luogo, sperimentando situazioni diverse, creando nuovi spazi, nuove forme, nuovi linguaggi. La mostra consiste in un atto critico, e trova la sua naturale evoluzione in un contesto che fa della ricerca uno strumento essenziale di conoscenza.

Ciascun curatore ha individuato l’artista che riteneva più idoneo a interpretare il tema della mostra affiancandolo nelle fasi di realizzazione del progetto.

Io mi sono occupato sia della cura dei lavori di Emilio Fantin, sia di quello di Cesare Pietroiusti.

> Ho curato la messa in scena delle performance di Cesare Pietroiusti. La sua opera, Una risposta ad ogni domanda, consiste in un’azione che avrà luogo a partire dalle ore 13.30 nel Porticato del Palazzo del Rettorato, e che si presenterà in diversi modi nei giorni successivi.

Dalle ore 13:30 siete tutti invitati a parlare con l’artista, e porgli qualsiasi tipo di domanda!

> Ho, inoltre, curato una performance che Emilio Fantin ha realizzato a cavallo tra arte e logica. La sua esposizione sarà dislocata fra gli spazi del MLAC ed il Dipartimento di Matematica. Nell’ambito di questo specifico progetto ho realizzato un apposito blog (http:www.selfreference.wordpress.com) nel quale far continuare il dibattito che si era creato dutante a sua azione, inserire foto e documenti vari, far lasciare durante il periodo dell’esposizione, il commento dei visitatori.

fuoriXcorso invito

Anna D’Andrea ha curato l’operazione artistica di Gea Casolaro che ha realizzato l’opera collettiva Percorsi identitari, in collaborazione con alcuni studenti della Sapienza. Francesca Taurino ha curato l’intervento di Valerio Faggioni, artista-compositore il cui progetto mira a combinare la componente visuale a quella sonora, con l’intento di realizzare un’arte interattiva che faccia dell’osservatore parte integrante dell’opera. Francesca Ghirra ha curato il progetto di Sükran Moral incentrato sul tema del diritto allo studio, in un’accezione diversa dal consueto. Il giorno dell’inaugurazione l’artista realizzerà una performace negli spazi del Museo Laboratorio. Gabriele Pesci ha collaborato alla realizzazione del progetto artistico-curatoriale di Eva Bellini. Il progetto si interroga sulla possibilità dell’evento espositivo di instaurare una relazione con il pubblico, attraverso una verifica sul campo i cui esiti saranno esposti nel corso della mostra.

A pochi giorni dall’inaugurazione della mostra fuoriXcorso pubblico il video della tavola rotonda del 4 dicembre scorso.

Quello fu un importantissimo momento di confronto fra tutti gli artisti e tutti i curatori.

Da lì si delineò in maniera definitiva quello che sarebbe stata poi la mostra che inaugureremo giovedì 10 luglio.

I primi video che ho pubblicato sono quelli concernenti l’intervento di Cesare Pietroiusti.

Avevo già pubblicato il resoconto della mia introduzione all’artista. Potete leggere qui il mio testo: Volevo fare l’artista.

Ed ora potete anche vedere l’intervento integrale di Cesare Pietroiusti.
Ecco il primo video della serie.

Tutto il resto della documentazione video la trovate sul Canale YouTube di Emanuele Sbardella

Cesare Pietroiusti

Una risposta ad ogni domanda

Giovedì 10 luglio, dalle ore 15:30
Museo Laboratorio di Arte Contemporanea

Nell’ambito della mostra fuoriXcorso, Cesare Pietroiusti realizzerà una performance che a partire dalle ore 15:30 si protrarrà sino all’orario del vernissage (18:30).

Il lavoro troverà luogo all’interno della città universitaria della Sapienza, dietro il Rettorato, di fronte al CIAO.

Invito alla performance di Pietroiusti

fuoriXcorso logo

fuoriXcorso,

ovvero come alcuni artisti leggono lo spazio della città dei saperi

Giovedì 10 luglio 2008, alle ore 18:30, il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Sapienza Università di Roma ospita la mostra fuoriXcorso. Ovvero come alcuni artisti leggono lo spazio della città dei saperi.

La città universitaria. Chi sono gli abitanti di questo spazio universale del sapere, di questa realtà in continuo mutamento che sconfina oltre i propri limiti architettonici? Perché passano di qui? Quali sono i sogni, le aspettative, le relazioni che li legano? Questi sono gli interrogativi a cui la mostra fuoriXcorso si propone di dare una serie di possibili risposte.

Gli artisti sono stati chiamati a dare la loro interpretazione della città universitaria: una città nella città, uno spazio inteso come luogo fisico e simbolico. Gli artisti hanno lavorato sui saperi e sulle sensazioni che circolano in questo luogo, sperimentando situazioni diverse, creando nuovi spazi, nuove forme, nuovi linguaggi. La mostra consiste in un atto critico, e trova la sua naturale evoluzione in un contesto che fa della ricerca uno strumento essenziale di conoscenza.

Ciascun curatore ha individuato l’artista che riteneva più idoneo a interpretare il tema della mostra affiancandolo nelle fasi di realizzazione del progetto.

Io mi sono occupato sia della cura dei lavori di Emilio Fantin, sia di quello di Cesare Pietroiusti.

> Ho curato la messa in scena delle performance di Cesare Pietroiusti. La sua opera, Una risposta ad ogni domanda, consiste in un’azione che avrà luogo a partire dalle ore 13.30 nel Porticato del Palazzo del Rettorato, e che si presenterà in diversi modi nei giorni successivi.

Dalle ore 13:30 siete tutti invitati a parlare con l’artista, e porgli qualsiasi tipo di domanda!

> Ho, inoltre, curato una performance che Emilio Fantin ha realizzato a cavallo tra arte e logica. La sua esposizione sarà dislocata fra gli spazi del MLAC ed il Dipartimento di Matematica. Nell’ambito di questo specifico progetto ho realizzato un apposito blog (http:www.selfreference.wordpress.com) nel quale far continuare il dibattito che si era creato dutante a sua azione, inserire foto e documenti vari, far lasciare durante il periodo dell’esposizione, il commento dei visitatori.

fuoriXcorso invito

Anna D’Andrea ha curato l’operazione artistica di Gea Casolaro che ha realizzato l’opera collettiva Percorsi identitari, in collaborazione con alcuni studenti della Sapienza. Francesca Taurino ha curato l’intervento di Valerio Faggioni, artista-compositore il cui progetto mira a combinare la componente visuale a quella sonora, con l’intento di realizzare un’arte interattiva che faccia dell’osservatore parte integrante dell’opera. Francesca Ghirra ha curato il progetto di Sükran Moral incentrato sul tema del diritto allo studio, in un’accezione diversa dal consueto. Il giorno dell’inaugurazione l’artista realizzerà una performace negli spazi del Museo Laboratorio. Gabriele Pesci ha collaborato alla realizzazione del progetto artistico-curatoriale di Eva Bellini. Il progetto si interroga sulla possibilità dell’evento espositivo di instaurare una relazione con il pubblico, attraverso una verifica sul campo i cui esiti saranno esposti nel corso della mostra.