Il mercato della frutta | Fruit market | 水果市场 _ The pure products of Italy go crazy by Emanuele Sbardella is licensed under a Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia License.
“Il mercato della frutta”, una mostra dichiratamente p2p. Ciò significa che la mostra, concepita come un testo, viene “distribuita” ed aperta al publbico. Ognuno può scegliere una parte della mostra, alcune idee, testi o immagini, riutilizzarle e modificarle a piacimento. Il mercato della frutta sarà una mostra condivisa, e i contenuti sin da ora circolanti su internet ne fanno parte. La mostra non si svolge solo nella sala espositiva e nel mercato di Ladispoli; non solo dal 30 ottobre al 2 novembre 2009.
Si tratta, secondo le notizie da me raccolte, della prima mostra “distribuita” con licenza creative commons, cc. Concependo la mostra come un testo condiviso, non intendo (necessariamente) dire che che tutti i visitatori potrano scegliere un’opera esposta e portarsela a casa. Significa che la struttura della mostra è aperta e modificabile come un open source. Ognuno è libero di entrare e di fruire, a partire da adesso, nella mostra che si sta facendo.
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Oltre alla strutturazione concettuale della mostra, che sto elaborando pezzo per pezzo sulla curatorial dashbord (alla quale ognuno è libero di intervenire attraverso questo blog in tutti gli articoli che parlano della mostra), un’altra delle cose a cui sto lavorando ed ognuno è libero di interagire è la grafica.
Posto in questo articolo le prime prove della grafica che ho pensato per Il mercato della frutta. Chi fosse interessato a colabrare, commentare o direttamente modificare è il benvenuto. Scrivete commenti sotto questo articolo oppure inviatemi una mail per ricevere il file sorgente .psd sul quale sto lavorando per elaborare una vostra versione.
A questo proposito ringrazio subito Marco Bernardini (su Flickr Funadium), il quale per primo si è offerto di visionare le bozze ed offrire un suo parere. Da una sua foto, dal titolo “Think different.”, è tratto lo spicchio di mela che potete vedere nella prima bozza che mostro qui sotto.
L’idea grafica è molto smeplice ma, spero, accattivante.
Volevo un logo riconoscibile e facile, ma che raccogliesse anche nella sua forma parte del significato espresso dal testo curatoriale.
Allora ho pensato di fare un logo piuttosto atipico per l’arte contemporanea (patinati e minimalisti o confusi e affastellati); un logo che richiamasse il bollino che si applica sulla frutta. Quindi un logo graficamente povero ed applicabile in mille variazioni grafiche (nonché di gadget). La cosa che mi interessa molto è che, al fianco dell’aspetto povero della grafica, coesiste l’apstto del valore e della qualità che il bollino sembra portare con sé. E come ho scritto in molti articoli percedenti, la questione dell’arte (posta provocatoriamente nell’habitat del valore puramente economico) è uno dei temi scottanti della mostra.
Attualmente sono sto lavorando per migliorare il bollino, agigungendo l’elemento CC e la scritta “Ladispoli”.
Cosa ne pensate… a, b o c?

























