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Chong Boon Pok (Andrew)

Free sample

Per ciascuno dei sette giorni di vacanza, Andrew Pok ha disposto (e insieme ai suoi amici ha lavorato affinché venissero offerti al pubblico) 50 campioni gratuiti contenenti un curioso melange di olii. 50% d’oliva (tipicamente italiano, e sabino); 50% di sesamo (tipicamente cinese). Ciascun visitatore era invitato a portare a casa uno dei free sample.

Chong Boon Pok (Andrew), Free Sample, 2008 - Foto di Sarah LEpée

Chong Boon Pok (Andrew), Free Sample, 2008 - Foto di Sarah L'Epée

Artist statement:

Free Sample is an eatable sculpture uses olive oil, a cooking ingredient that every Italian family uses for their cooking and at the same time a local produce in Toffia, to mix with the Chinese’s sesame oil. The mixture is filled in small sampling bottles for the visitors to take away free for their cooking.

Come avevo fatto notare già in un precedente articolo, non c’è stata una grande distanza tra l’arte inscenata nel teatro di Toffia (sempre aperto a tutti, gratuitamente ed a qualsiasi ora) e la festa popolare vivacizzata dalle bancarelle degli artigiani.

Questo aspetto viene ribadito in Free sample, e declinato in una accezione ancora più strutturale (per usare un lessico marxiano). Sebbene con una tale operazione artistica la teoria di Marx venga fatta implodere, essa ci aiuta a svelare alcuni meccanismi impliciti in Free sample.

Ad esempio, secondo Nicos Hadjinicolau l’ideologia è ciò che nasconde le contraddizioni storiche. Il suo libro (Storia dell’arte e storia delle classi, Editori Riuniti, Roma 1975. Edizione originale Parigi 1973), è dedicato nella sua interezza a  scoprire se l’arte (la produzione di immagini artistiche) sia una produzione ideologica. Contribuisce, l’arte, a sostenere quell’insieme di rappresentazioni positive del mondo che chiamiamo ideologia? Per l’autore “non dovremo cercare le ideologie nel contenuto delle immagini ma nella loro presentazione (il che implica l’unità tra forma e contenuto)” (p. 29). Per svelare la complessità di tale presentazione congiunta e per facilitare la conoscenza di questa ideologia bisogna disfarsi di tre ostacoli (tipicamente derivanti dalle teorie borghesi dell’arte):

  • La storia dell’arte come storia degli artisti (geni creatori)
  • La storia dell’arte come storia generale della civiltà (da cui derivano i valori estetici)
  • La storia dell’arte come storia delle opere d’arte (maggiori)

La chiave di volta per una vera storia dell’arte è, secondo l’autore, nello stile. Ma in uno stile non inteso come formalismo epocale, né come individualità personale, bensì come carattere di gruppo o di classe. L’autore riporta nel campo artistico la divisione di classi. Mentre in economia le classi si costituiscono in base alla distanza ei loro componenti rispetto al centro produttivo (proprietà dei mezzi di produzione), in arte i gruppo di dividerebbero in base alla capacità di produrre opere (proprietà della creatività critica)

Fin quando l’arte è stata produzione di opere, allora era più giustificabile un approccio come quello di Hadjinicolau.  Ma da quando l’arte non produce più opere (o tale produzione non è il fine ultimo), viene meno anche la sola analogia strutturale sulla quale si reggeva l’impianto marxiano ortodosso.

Ora, l’arte, per come ci viene proposta da Pok, travalica poderosamente le distinzioni di classe; e nonostante ciò riflette a fondo sulle categorie di lavoro e di produzione. L’arte non è più sottomessa, come lo era ancora per Hadjinicolau, all’ideologia.

Già Breton aveva chiaro il rapporto fra arte e ideologia (in Posizione politica del Surrealismo). In modo simile a Breton, anche per Pok l’arte non si sottomette né all’utopia rivoluzionaria, né (in caso contrario) si può definire come il prodotto distorto di una ideologia.

L’arte produce un mondo economico alternativo: non basato sulla produzione e sullo scambio dell’opera, ma sullo scambio e la condivisione di esperienze. Fondamentale la gratuità per marcare questo passaggio, che non si conclude nella gratuità (quindi nella negazione del primo paradigma), ma approda nello scambio di vissuti.

Nonostante il medium dell’opera possa sembrare l’olio stesso (quindi un bene di prima necessità), e nonostante la situazione di scambio prodotta dall’opera costituisca un valore altamente simbolico, nell’opera di Pok crolla la distinzione marxiana tra lavoro concreto e lavoro astratto.

Viene inoltre messo l’accento, quasi come a confermare questa volontà di rovesciare la sovrastrutturalità dell’arte, sul valore d’uso dell’oggetto donato. Non viene semplicemente donato per il suo valore simbolico, semplice rituale, puro gioco del’arte per l’arte, ma viene fatta esplicita richiesta di fare uso dell’oggetto. Di servirsene (e la gente spesso ne era ben contenta!).

Io presento il lavoro di Andrew al pubblico - Foto di Ruobing

Io presento il lavoro di Andrew al pubblico - Foto di Ruobing

L’arte si è scoperta – al contrario di quanto prescriveva Marx – non come una sovrastruttura che rispecchia i rapporti economici della produzione, ma come strutturale essa stessa (come lo era per Marx l’economia) in quanto soverchia e ripensa quegli stessi rapporti.

Il lavoro dell’artista, infatti, si presenta come un lavoro concreto; ancor più concreto di quello dell’artigiano che parallelamente, nella situazione creatasi durante Vacanza, vende i suoi prodotti in cantine del paese messe a disposizione dal Comune. Il lavoro di Pok è, a dispetto di quello, meno soggetto al gusto dominante e del tutto svincolato dalle regole del mercato e, più sostanzialmente, mira alla critica di quella società di lavoro che l’età moderna ha creato. “È una società di lavoratori quella che sta per essere liberata dalla pastoie del lavoro, ed è una società che non conosce più quelle attività superiori e più significative in nome delle quali tale libertà meriterebbe di essere conquistata. […] Ci troviamo di fronte alla prospettiva di una società di lavoratori senza lavoro, privati cioè della sola libertà rimasta loro. Certamente non potrebbe esserci niente di peggio” (Arendt H., p. 5).

Al di là del lavoro, al di là dell’opera: puro agire che si concretizza nello scambio.

L’operazione di Pok nasce da un’agire e prevede un’agire anche nella fruizione. Non una contemplazione. Vita activa contro vita contemplativa.

Se i mortali, nel lor percorso rettilineo che contrasta rispetto all’immortale ciclicità della natura nela quale sono immersi, ha solo la potenziale grandezza di produrre opere “che potrebbero essere, e almeno fino a n certo punto sono, degne dell’eternità” (p. 15). Tipico della vita contemplativa e filosofica è, secondo la Arendt, il distaccarsi dalla vita pubblica in conseguenza al suo esclusivo fissarsi sull’eternità.

L’azine di Pok, tutt’al contrario, pone il consumo al centro e dismette ogni volontà di aristoi, di passare ad eterna memoria come uno tra i migliori. L’agire artistico di Pok lo pone sullo sesso livello degli altri che vanno ad operare lo scambio (di prodotti, ma anche di esperienze).

Lo scambio è del tutto antieconomico, e questo va inquadrato nella vera finalità pubblica dell’arte di Pok, vale a dire nel ristabilire il pubblico al di là del sociale. L’essenza dell’arte pubblica viene svelata laddove non si veda lo spazio collettivo come il risultato di un’espansione del privato (il sociale è amministrazione dmestica), ma che ponga l’utile al di fuori della politica.

L’arte di Pok, in quanto pubblica, è essenzialmente politica.

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Vacanza

DU JIA

Toffia

13>17 agosto 2008

A cura di Wang Ruo Bing
Organizzato da 33 Officina Creativa

Lanterna cinese. Progetto Vacanza - Foto di Sarah LEpée

Lanterna cinese. Progetto Vacanza - Foto di Sarah L'Epée

Sette artisti cinesi

Lee TY Jeffrey

Pok Chong Boon

Sai Hua Kuan

Seah Yark Beow

Tan Poh Mui

Wang Ruobing

Wong Yvonne

Locandine del progetto Vacanza - Foto di Sarah LEpée

Locandine del progetto Vacanza - Foto di Sarah L'Epée

Nota terminologica

Vacanza, in cinese DU JIA.

Vacanza è un termine adottato come traduzione. Esso è stato sottoposto agli artisti e da loro approvato, ma occorre tener conto che la traduzione letterale di dùjè passare le vacanze.

Introduzione al progetto

Il Progetto  Vacanza è frutto di una collaborazione tra sette artisti cinesi e i membri di 33 Officina Creativa di Toffia. Un ruolo preponderante nel far nascere questa esperienza artistica è stato giocato, da Toffia, da Alessandro e Giordano. Il loro principale mediatore è stata senza dubbio Wang Ruo Bing dalla parte inglese-cinese.

Un primo contatto avvenne a maggio, quando Ruo Bing venne selezionata per partecipare ai 20eventi con alcuni altri giovani artisti della Ruskin School (Oxford University – London). In quell’occasione, in cui anche io ho avuto modo di conoscere sia l’artista e i suoi amici sia l’associazione di Toffia, maturò l’idea del progetto che si sarebbe svolto tre mesi dopo, sempre a Toffia, ma con più autonomia rispetto a 20eventi.

Io ho avuto la fortuna di entrare a far parte di Vacanza solo a livello espositivo e critico (essendo arrivato in un momento in cui parte della mostra – quella fissa – era già allestita) a partire dall’11 agosto. Ma l’esperienza è stata folgorante.

Oltre ad un rapporto amicale che in breve tempo si è consolidato con entrambe le anime del progetto, ho potuto addentrarmi da presso nei meandri creativi e nelle perplessità filosofiche degli artisti; ma ho anche potuto/dovuto affrontare, scontrarmi e risolvere numerosi problemi organizzativi che si succedevano nei vari livelli del progetto.

Mi accingo, in questo primo articolo, a dare un resoconto neutrale di ciò che è avvenuto, per poi approfondire temi più specifici di volta in volta con altri interventi. Solo il primo di una serie. Questa serie di articoli sarà, con il contributo di tutti i commenti, parte di un lavoro che deve continuare sotto varie forme che stiamo decidendo in accordo con 33 Officina Creativa e con i sette artisti cinesi.

E’ importante, non solo per me, ma per la conoscenza scientifica dell’arte contemporanea, che un evento come questo non cada nell’oblio.

Vacanza

Il progetto è stato di residenza e produzione artistica altamente localizzata e partecipativa. Operazione molto complessa ma fruibile su più livelli, tanto da riuscire ad integrarsi senza contrasti con la concomitante festa popolare “Riviviamo il Centro Storico”. Nella festa si è organizzata una vasta mostra di artigiani provenienti da tutta Italia e cene preparate e messe in tavola grazie alla straordinaria collaborazione volontaria di una gran numero di residenti (in particolare donne a ragazzi).In vista di questo è stato lungimirante la volontà degli artisti e dei curatori di amalgamare le singole opere presenti in mostra e farle dialogare con il contesto attraverso il “codice culinario”.

Oltre ad aver dato il là a diverse opere individuali, il codice culinario è stato il medium per una performance collettiva in grado di aprirsi totalmente al pubblico smarrendo ogni orpello modernista di fruizione distaccata o in qualche modo intellettualizzata. Benché quest’ultima, di fatto, non sia esclusa, nella fruizione della loro Cooking performance la complessità del loro lavoro non si è mai posto in alcun modo come ostacolo alla fruizione da parte di un pubblico di non addetti ai lavori.

La bruschetta con l’olio d’oliva e la salsiccia si sono sposati nella volontà degli stessi visitatori, oltre che nelle intenzioni degli artisti, con il pollo al curry e la salsa di soia. Quanto più il clima festivo creava un atmosfera di apertura e accoglienza, tanto più si riusciva ad apprezzare lo sforzo dei sette artisti cinesi (che, a dire il vero, non si sono affatto risparmiati nel dedicarsi quotidianamente alla cucina, a fare spesa a lavare i piatti, a soddisfare le curiosità delle massaie italiane circa le ricette dei loro piatti…), di realizzare ricette tipiche cinesi con ingredienti italiani.

Comunicazione di Cooking performance

Comunicazione di Cooking performance - Foto di Wang Ruo Bing

Assaggio per primo il Pane speziato fritto - Foto di Wang Ruo Bing

Assaggio per primo il Pane speziato fritto - Foto di Wang Ruo Bing

L’offerta gratuita e ritualizzata (ogni giorno dalle 18:00 alle 20:00) di cibo si è facilmente accattivata la stima e la fiducia degli abitanti locali, dei turisti e degli artigiani. Apprezzata e a volte contraccambaita con doni (come nel caso dell’apicoltore di Toffia che ha regalato a tuti noi, me compreso, un campione del suo delizioso miele).

Il confronto interculturale operato degli artisti non è mai caduto in stereotipi ed ha additato, come solo l’arte può fare, sottili differenze e profonde affinità tra i luoghi che costituiscono le loro radici e le fronde europee del loro lavoro.

Concludo con la parole che Wang Ruo Bing ci ha scritto come introduzione al loro progetto (la traduzione, un po’ artigianale, è stata fatta da me e da Claudia):

Una mostra di arte contemporanea nel centro storico di Toffia non è proprio un evento del tutto nuovo per gli abitanti, che hanno già ospitato la manifestazione 20 eventi. Arte contemporanea in Sabina. Nonostante ciò, l’evento Du Jia (Vacanza), al quale partecipano artisti della diaspora cinese, è senz’altro un tentativo sperimentale di unire due ricche civiltà: quella cinese e quella dell’Europa medievale. Dagli anni ’90 quella cinese sta riscuotendo un notevole successo sulla scena dell’arte contemporanea, in particolare nelle grandi capitali europee quali Roma, Parigi, Londra e Berlino. Perciò, la partecipazione di artisti cinesi ad un evento presentato in un piccolo borgo medievale desta  senza dubbio un particolare interesse.
Nonostante tutti gli artisti partecipanti abbiano precedentemente avuto diversi tipi di contatto con l’Italia, nessuno, a parte me, conosceva Toffia; ed è naturale che sia così, visto che la forza attrattiva di molte grandi esposizioni concentrate in una determinata area richiama in modo quasi esclusivo l’interesse degli artisti che per la prima volta si affacciano a conoscere un Paese straniero. Quando abbiamo esaminato le foto di Toffia per discutere su come impostare la mostra, sorprendentemente tutti hanno percepito la medesima seduzione della vacanza. La nostra idea di vacanza è parsa in qualche modo accordare con l’idea stessa che gli abitanti italiani hanno del loro villaggio.
Cercando su internet non è difficile trovare Toffia descritta come un antico e grazioso borgo medievale che offre ai turisti non solo incredibili scorci panoramici di sinuose colline, pergolati di vite ed uliveti, ma anche sani prodotti come olio, frutta e verdura; nonché la deliziosa cucina italiana. A soli 50 kilometri a nord di Roma, Toffia fu costruita su uno sperone di roccia con ovvii propositi difensivi durante il medioevo. La straordinaria posizione nella quale è situata le conferisce ancora oggi un valore che si rispecchia nella vitalità dei residenti, che si dimostrano sempre in grado di offrire un servizio turistico composito, considerevole sia dal punto di vista culturale sia da quello naturalistico. E quello di Toffia non è un caso isolato: basti considerare le simili circostanze di città come Farfa, Fara Sabina e molte altre. È questo il motivo per cui Toffia appare a tutti noi, indistintamente, come la tentazione di una vacanza, anche se proveniamo da condizioni politiche e sociali diverse.

Nel prossimo articolo passerò in ressegna le opere che ciascuno degli artisti ha concepito in maniera più individuale.

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Programma della manifestazione

> Toffia

Dal 13 al 17 agosto

- Il lento passeggiar m’accoglie l’anima – Francesca Cocchi

Per le starde del paese. Installazione con 5 momenti ludici

Evento straordinario. Solo il giorno dell’inaugurazione, il 13 agosto, alle ore 18:00 e alle ore 21:00, Ivan Tanteri metterà in scena una teatralizzazione di questa installazione!

- Holidays – Collettivo di artisti cinesi

Nel teatro. Performance e fotografie

- Una nave carica di tante opere d’arte – Arte Multi Visione

Nel teatro. Video

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> Posticciola

Il 15 agosto

- Annunci teatrali – Teatro Immagini

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> Rocca Sinibalda

Il 16 agosto

- Alle ore 18:00, un o spettacolo itinerante a cura di Teatro Immagini e Silence Teatro, che guideranno il pubblico alla “riscoperta” del Museo Miniucchi.

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> Bocchignano

Dal 14 al 17 agosto

- Architattura Fantastica – Edoardo Coccia e Sara Galasso

Per le vide del paese. Installazione

- Impronte – Emanuela Alfieri

In una cantina del paese

Evento straordinario. Solo il 17 agosto, alle ore 22:00, Ivan Tanteri dirigerà uno spettacolo itinerante, I segni dell’oro

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Programma della manifestazione

> Toffia

Dal 13 al 17 agosto

- Il lento passeggiar m’accoglie l’anima – Francesca Cocchi

Per le starde del paese. Installazione con 5 momenti ludici

Evento straordinario. Solo il giorno dell’inaugurazione, il 13 agosto, alle ore 18:00 e alle ore 21:00, Ivan Tanteri metterà in scena una teatralizzazione di questa installazione!

- Holidays – Collettivo di artisti cinesi

Nel teatro. Performance e fotografie

- Una nave carica di tante opere d’arte – Arte Multi Visione

Nel teatro. Video

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> Posticciola

Il 15 agosto

- Annunci teatrali – Teatro Immagini

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> Rocca Sinibalda

Il 16 agosto

- Alle ore 18:00, un o spettacolo itinerante a cura di Teatro Immagini e Silence Teatro, che guideranno il pubblico alla “riscoperta” del Museo Miniucchi.

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> Bocchignano

Dal 14 al 17 agosto

- Architattura Fantastica – Edoardo Coccia e Sara Galasso

Per le vide del paese. Installazione

- Impronte – Emanuela Alfieri

In una cantina del paese

Evento straordinario. Solo il 17 agosto, alle ore 22:00, Ivan Tanteri dirigerà uno spettacolo itinerante, I segni dell’oro

20eventiESTATE

Arte contemporanea in Sabina in occasione di Ferragosto

Dal 13 al 17 agosto, quando ogni paese della Sabina è in festa, 20eventi aprirà un nuovo spiraglio all’arte contemporanea.

Nell’atmosfera gioiosa e popolare dei paesi di Toffia, Bocchignano e Rocca Sinibalda, si terranno mostre, performance, installazioni e spettacoli.

Apertura il 13 agosto, ore 18:00, a Toffia con una installazione di Francesca Cocchi  teatralizzata da Ivan Tanteri che coinvolgerà l’intero paese. Nei giorni seguenti: Holidays: performances e mostre di un gruppo di artisti cinesi, a cura di Officina creativa 33.

Il 16 agosto, a partire dalle ore 18:00, una performance teatrale darà vita allo splendido museo Miniucchi di scultura contemporanea a Rocca Sinibalda.

Il 17 agosto l’intero paese di Bocchignano si trasformerà in una installazione ispirata dalla mostra di Emanuela Alfieri.

Toffia - Edizione 2007
Toffia – Edizione 2007

20eventi, che nel mese di maggio, da tre anni ormai, porta nei paesi della Sabina giovani artisti di accademie straniere, intende operare durante il Ferragosto proponendo 20eventiESTATE.
Da sempre l’arte ha fatto parte integrante delle festività: Leonardo disegnava e realizzava la coreografie delle feste dei signori di Milano, come teatranti e  saltimbanchi realizzavano quelle dei villaggi nei mercati e nelle fiere, 20eventiESTATE vuole proseguire questa tradizione, creando nuovi spunti ed attrattive per il turismo locale che d’estate vede migliaia di romani affluire in Sabina.

Durante la manifestazione, ogni sera si mangerà e si berrà tutti insieme.

Per info e programma dettagliato vedi www.arteinsabina.it

Ho aggiornato arteinsabina.it

Nel sito ufficiale di 20eventi è ora presente la presentazione della versione estiva (20eventiESTATE) ed il programma dettagliato.

20eventiESTATE

Arte contemporanea in Sabina

In occasione di Ferragosto

Dal 13 al 17 agosto, quando ogni paese della Sabina è in festa, 20eventi vuole aprirà un nuovo spiraglio all’arte contemporanea.

Nell’atmosfera gioiosa e popolare che si respirerà nei paesi di Toffia, Bocchignano e RoccaSinibalda, si terranno mostre, performance, installazioni e spettacoli.

Apertura il 13 agosto a Toffia con una installazione di Francesca Cocchi  teatralizzata da Ivan Tanteri che coinvolgerà l’intero paese.

Il 16 agosto una performance teatrale darà vita allo splendido museo Miniucchi di scultura contemporanea a Rocca Sinibalda.

Il 17 agosto l’intero paese di Bocchignano si trasformerà in una installazione ….

20eventi, che nel mese di maggio da ormai tre anni porta nei paesi della Sabina giovani artisti di accademie straniere, intende operare durante il Ferragosto proponendo 20eventiESTATE. Questa nuova iniziativa si basa sul fatto che da sempre l’arte ha fatto parte integrante delle feste: Leonardo disegnava e realizzava la coreografie delle feste dei signori di Milano, come teatranti e  saltimbanchi realizzavano quelle dei villaggi nei mercati e nelle fiere.

In occasione della manifestazione, ogni sera si mangia e si beve tutti insieme.

Per info e programma dettagliato vedi www.arteinsabina.it

A ferragosto ogni paese della Sabina è in festa: ovunque c’è musica, si danza, si mangia, si beve, si fa tardi la sera…

In questa atmosfera gioiosa e popolare 20eventi vuole aprire uno spiraglio all’arte contemporanea: 20eventiESTATE.

20eventiESTATE vuole riscoprire l’arte non come prodotto di nicchia, ma appartenente alla collettività, inserito nelle usanze della gente. In occasione del ferragosto saranno, infatti, esposte in giro per le tre città coinvolte (Bocchignano, Rocca Sinibalda e Toffia) opere di vario tipo; opere che in ogni caso inviteranno il pubblico a partecipare e prendere parte all’opera allo stesso modo in cui si prende parte ad una festa.

Da sempre l’arte crea uno spazio di festa: Leonardo Da Vinci disegnava le coreografie dei Signori di Milano come i teatranti e i saltimbanchi realizzavano quelle dei villaggi nei mercati e nelle fiere.