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Vacanza

DU JIA

Toffia

13>17 agosto 2008

A cura di Wang Ruo Bing
Organizzato da 33 Officina Creativa

Lanterna cinese. Progetto Vacanza - Foto di Sarah LEpée

Lanterna cinese. Progetto Vacanza - Foto di Sarah L'Epée

Sette artisti cinesi

Lee TY Jeffrey

Pok Chong Boon

Sai Hua Kuan

Seah Yark Beow

Tan Poh Mui

Wang Ruobing

Wong Yvonne

Locandine del progetto Vacanza - Foto di Sarah LEpée

Locandine del progetto Vacanza - Foto di Sarah L'Epée

Nota terminologica

Vacanza, in cinese DU JIA.

Vacanza è un termine adottato come traduzione. Esso è stato sottoposto agli artisti e da loro approvato, ma occorre tener conto che la traduzione letterale di dùjè passare le vacanze.

Introduzione al progetto

Il Progetto  Vacanza è frutto di una collaborazione tra sette artisti cinesi e i membri di 33 Officina Creativa di Toffia. Un ruolo preponderante nel far nascere questa esperienza artistica è stato giocato, da Toffia, da Alessandro e Giordano. Il loro principale mediatore è stata senza dubbio Wang Ruo Bing dalla parte inglese-cinese.

Un primo contatto avvenne a maggio, quando Ruo Bing venne selezionata per partecipare ai 20eventi con alcuni altri giovani artisti della Ruskin School (Oxford University – London). In quell’occasione, in cui anche io ho avuto modo di conoscere sia l’artista e i suoi amici sia l’associazione di Toffia, maturò l’idea del progetto che si sarebbe svolto tre mesi dopo, sempre a Toffia, ma con più autonomia rispetto a 20eventi.

Io ho avuto la fortuna di entrare a far parte di Vacanza solo a livello espositivo e critico (essendo arrivato in un momento in cui parte della mostra – quella fissa – era già allestita) a partire dall’11 agosto. Ma l’esperienza è stata folgorante.

Oltre ad un rapporto amicale che in breve tempo si è consolidato con entrambe le anime del progetto, ho potuto addentrarmi da presso nei meandri creativi e nelle perplessità filosofiche degli artisti; ma ho anche potuto/dovuto affrontare, scontrarmi e risolvere numerosi problemi organizzativi che si succedevano nei vari livelli del progetto.

Mi accingo, in questo primo articolo, a dare un resoconto neutrale di ciò che è avvenuto, per poi approfondire temi più specifici di volta in volta con altri interventi. Solo il primo di una serie. Questa serie di articoli sarà, con il contributo di tutti i commenti, parte di un lavoro che deve continuare sotto varie forme che stiamo decidendo in accordo con 33 Officina Creativa e con i sette artisti cinesi.

E’ importante, non solo per me, ma per la conoscenza scientifica dell’arte contemporanea, che un evento come questo non cada nell’oblio.

Vacanza

Il progetto è stato di residenza e produzione artistica altamente localizzata e partecipativa. Operazione molto complessa ma fruibile su più livelli, tanto da riuscire ad integrarsi senza contrasti con la concomitante festa popolare “Riviviamo il Centro Storico”. Nella festa si è organizzata una vasta mostra di artigiani provenienti da tutta Italia e cene preparate e messe in tavola grazie alla straordinaria collaborazione volontaria di una gran numero di residenti (in particolare donne a ragazzi).In vista di questo è stato lungimirante la volontà degli artisti e dei curatori di amalgamare le singole opere presenti in mostra e farle dialogare con il contesto attraverso il “codice culinario”.

Oltre ad aver dato il là a diverse opere individuali, il codice culinario è stato il medium per una performance collettiva in grado di aprirsi totalmente al pubblico smarrendo ogni orpello modernista di fruizione distaccata o in qualche modo intellettualizzata. Benché quest’ultima, di fatto, non sia esclusa, nella fruizione della loro Cooking performance la complessità del loro lavoro non si è mai posto in alcun modo come ostacolo alla fruizione da parte di un pubblico di non addetti ai lavori.

La bruschetta con l’olio d’oliva e la salsiccia si sono sposati nella volontà degli stessi visitatori, oltre che nelle intenzioni degli artisti, con il pollo al curry e la salsa di soia. Quanto più il clima festivo creava un atmosfera di apertura e accoglienza, tanto più si riusciva ad apprezzare lo sforzo dei sette artisti cinesi (che, a dire il vero, non si sono affatto risparmiati nel dedicarsi quotidianamente alla cucina, a fare spesa a lavare i piatti, a soddisfare le curiosità delle massaie italiane circa le ricette dei loro piatti…), di realizzare ricette tipiche cinesi con ingredienti italiani.

Comunicazione di Cooking performance

Comunicazione di Cooking performance - Foto di Wang Ruo Bing

Assaggio per primo il Pane speziato fritto - Foto di Wang Ruo Bing

Assaggio per primo il Pane speziato fritto - Foto di Wang Ruo Bing

L’offerta gratuita e ritualizzata (ogni giorno dalle 18:00 alle 20:00) di cibo si è facilmente accattivata la stima e la fiducia degli abitanti locali, dei turisti e degli artigiani. Apprezzata e a volte contraccambaita con doni (come nel caso dell’apicoltore di Toffia che ha regalato a tuti noi, me compreso, un campione del suo delizioso miele).

Il confronto interculturale operato degli artisti non è mai caduto in stereotipi ed ha additato, come solo l’arte può fare, sottili differenze e profonde affinità tra i luoghi che costituiscono le loro radici e le fronde europee del loro lavoro.

Concludo con la parole che Wang Ruo Bing ci ha scritto come introduzione al loro progetto (la traduzione, un po’ artigianale, è stata fatta da me e da Claudia):

Una mostra di arte contemporanea nel centro storico di Toffia non è proprio un evento del tutto nuovo per gli abitanti, che hanno già ospitato la manifestazione 20 eventi. Arte contemporanea in Sabina. Nonostante ciò, l’evento Du Jia (Vacanza), al quale partecipano artisti della diaspora cinese, è senz’altro un tentativo sperimentale di unire due ricche civiltà: quella cinese e quella dell’Europa medievale. Dagli anni ’90 quella cinese sta riscuotendo un notevole successo sulla scena dell’arte contemporanea, in particolare nelle grandi capitali europee quali Roma, Parigi, Londra e Berlino. Perciò, la partecipazione di artisti cinesi ad un evento presentato in un piccolo borgo medievale desta  senza dubbio un particolare interesse.
Nonostante tutti gli artisti partecipanti abbiano precedentemente avuto diversi tipi di contatto con l’Italia, nessuno, a parte me, conosceva Toffia; ed è naturale che sia così, visto che la forza attrattiva di molte grandi esposizioni concentrate in una determinata area richiama in modo quasi esclusivo l’interesse degli artisti che per la prima volta si affacciano a conoscere un Paese straniero. Quando abbiamo esaminato le foto di Toffia per discutere su come impostare la mostra, sorprendentemente tutti hanno percepito la medesima seduzione della vacanza. La nostra idea di vacanza è parsa in qualche modo accordare con l’idea stessa che gli abitanti italiani hanno del loro villaggio.
Cercando su internet non è difficile trovare Toffia descritta come un antico e grazioso borgo medievale che offre ai turisti non solo incredibili scorci panoramici di sinuose colline, pergolati di vite ed uliveti, ma anche sani prodotti come olio, frutta e verdura; nonché la deliziosa cucina italiana. A soli 50 kilometri a nord di Roma, Toffia fu costruita su uno sperone di roccia con ovvii propositi difensivi durante il medioevo. La straordinaria posizione nella quale è situata le conferisce ancora oggi un valore che si rispecchia nella vitalità dei residenti, che si dimostrano sempre in grado di offrire un servizio turistico composito, considerevole sia dal punto di vista culturale sia da quello naturalistico. E quello di Toffia non è un caso isolato: basti considerare le simili circostanze di città come Farfa, Fara Sabina e molte altre. È questo il motivo per cui Toffia appare a tutti noi, indistintamente, come la tentazione di una vacanza, anche se proveniamo da condizioni politiche e sociali diverse.

Nel prossimo articolo passerò in ressegna le opere che ciascuno degli artisti ha concepito in maniera più individuale.

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6 thoughts on “ProgettoVacanza_Toffia2008 Vacanza

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