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Yak Beow Seah

Chong Boon Pok

Da Stir alla performance culinaria di Vacanza

Da buono storico dell’arte dovrei andare a rintracciare tutti gli antefatti dell’adozione di questo codice culinario nell’arte, almeno nell’arte contemporanea.  Dovrei proprio. E non è detto che un giorno non mi ci metta, a fare un riassuntino dalle varie cucine futuriste a Rirkrit Tiravanija passando per Daniel Spoerri.

Ma ora preferisco rimanere nell’ambito circoscritto dell’evoluzione interna al progetto Vacanza, e rintracciare l’antenato dell’applicazione del codice culinario tra i curricula degli artisti in mostra.

Parlerò quindi del caso Stir, di cui Chong Boon Pok in persona mi ha voluto parlare dopo aver pranzato insieme. Nel parlare ha anche voluto regalarmi questo importante depliant informativo (sul quale ha anche scritto a matita gli estremi da gpoogolizzare per avere altre informazioni).

Depliant di Stir, 2004

Depliant di Stir, 2004

Ciò che emerge con maggior forza è, nel caso di Stir, l’aspetto curativo del cibo, dell’attesa del consumo e della condivisione. Del sano accomodarsi sullo scorrere del tempo, vissuto dal versante biologico della Nostra esistenza.  L’importanza della zuppa nella cucina cinese, e la funzione della stessa nel conciliare la convalescenza di colui che è stato malato, la dice lunga sull’intenzione di Stir di portare il fruitore furoi dai ritmi (frenetici) e dalle logiche (monetarie) che regolano la sua vita di tutti i giorni. Stir – citando letteralmente gli artisti -“represents a way of showing compassion and caring” (Yak Beow Seah e Chong Boon Pok, nel catalogo di Stir). La categoria del to take care, che richiama così da vicino la cura indica senza dubbio che il luogo della mostra è stato progettato per diventare un luogo di aggregazione, per far nascere relazioni e dialoghi attorno al simbolo curativo del cibo. Che la cura stia nella relazione umana non è una novità, se si tengono in considerazione i risultati di Levy-Strauss sull’efficacia simbolica e quelli di Freud sulla terapia psicanalitica.

In Stir, che significa mescere, mescolare (in sintonia con quanto appena detto), ma anche, necessariamente, agitare e sbattere, gli artisti non hanno prodotto un opera, ma hanno, in diversi sensi, cucinato un piatto, i cui ingredienti principali erano i visitatori.

Mi sembra di poter dire che (tanto in Stir, quanto poi in Vacanza) gli artisti erano doppiamente curatori nel doppio senso di

– curare la loro stessa mostra;

– curare i fruitori nel lenire la loro alienazione e l’insuperabile invisibilità quotidiana.

IMT - P&S Recipe Shop, 2006

IMT - P&S Recipe Shop, 2006

Nel 2006 è stata la volta di P&S Recipe Shop.

P&S Recipe Shop’ was a continuous performance exploring issues ranging from the artistic potential and economic value of cooking and serving food, to art as a “way of living”

Pane speziato fritto - Vacanza, 2008

Pane speziato fritto - Vacanza, 2008

Nel 2008 la performance culinaria proposta nel progetto Vacanza, oltre a mantenere i tratti presenti in Stir e in Recipe shop, aggiunge alcuni elementi innovativi dettati in maggioranza da una sapiente orchestrazione del dialogo con il contesto.

Ciò che è venuto meno è, probabilmente, lo scalino o l’inscrizione testuale nella performance di Vacanza di uno scalino d’entrata, l’impressione di entrare in un luogo deputato all’arte.

In primo luogo la performance era collettiva e tuttti gli artisti hanno contribuito. Questo ha amalgamato i loro lavori procurando un feed-back positivo anche sulla fruizione di questi ultimi. Inoltre hanno contribuito anche curatori e diversi soggetti distanti a diverse misure dell’organizzazione (tra cui molti abitanti di Toffia).

In secondo luogo l’evento non ha creato un’alternativa alla festa in corso, ma ha saputo ritagliarsi uno spazio di riconoscibilità senza indurre al distacco. La festa in corso, pur essendo in occasione del Ferragosto era più a carattere civile che religioso, ed attirava migliaia di visitatori con i mezzi di una cucina casareccia e degli artefatti manuali.

Terzo elemento, più legato alla poetica della performance, è stata la scelta della mescolanza come canale preferenziale. La formula, facilmente comunicabile, era quella di preparare ricette cinesi con ingredienti italiani. Essa è stata applicata senza forzare la mano su sterili dicotomie, ma smussando tutte le astrusità concettuali sulla base dell’obbiattivo che era quello di creare una vera esperienza di vita (senza quasi il bisogno di dichiarare di essere una esperienza artistica).

Yak Beow Seah e Chong Boon Pok, oltre alla performance culinaria che hanno gestito in collaborazione con gli altri 5 artisti cinesi, hanno presentato a livello individuale, rispettivamente, Untitled e Free sample.

> Yak Beow Seah, Untitled

> Chong Boon Pok, Free sample (articolo in arrivo)

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One thought on “ProgettoVacanza_Da Stir a Vacanza

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