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Un Buon Ordine è un insieme ordinato totale e fondato.

Totale; significa che due elementi presi a caso in questo insieme sono sempre tra loro confrontabili.

Fondato; significa che contiene un elemento minimale, oltre il quale non si può scendere.

Emilio Fantin, Project, DoDai, BridA

Emilio Fantin, Project, DoDai, BridA

Lo schizzo disegnato a matita su un pezzo di carta, elemento di partenza che innesca il Progetto di Fantin, è il minimale (e minimo) di un buon ordine.

Il minimale, infatti, non può essere un insieme vuoto; l’oridine crecente che si costituisce a partire da questo elemento è una serie successiva di interpretazioni confrontabili fra loro anche se disparate (il che spiega la totalità dell’ordine); una serie che parte dall’elemento minimo, sotto al quale, senza il quale l’ordine non potrebbe essere (il che lo rende un ordine fondato).

L’insieme dell’opera di Fantin è un insieme transitivo: come omega contiene in se un numero ordinato di elementi, ciascuno dei quali è anche un suo sottoinsieme.

Ogni nuovo commento appartiene all’opera (come l’insieme successore lo integra ampliandolo) ed è costituito a sua volta di elementi che erano già presenti nel “progetto”).

> Cosa direbbe Wittgenstein del Valore (“Buono”) di un ordine?

> Il Cosmo è un Buon ordine?

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2 thoughts on “Fondamenti della Matematica_07 – Buon Ordine

  1. Alcuni commenti all’opera (al 5 maggio 2009)

    • Goran Medjugorac | 18 Dec 2008 at 3:59 pm: Edit
    Arte bruto, arte puro

    • Aleksa | 18 Dec 2008 at 10:50 pm: Edit
    white=?

    • Evelin | 25 Dec 2008 at 7:31 pm: Edit
    … non è tutto oro quello che luccica e non è tutto arte, ciò che viene definito tale…

    • Evelin | 25 Dec 2008 at 7:32 pm: Edit
    suggerisco il titolo: la presa per culo

    • emilio | 6 Jan 2009 at 5:20 pm: Edit
    thank you for all your comments.
    I have to say that the most important thing of this work, the title, has not been written in this web page.
    The title is: PROJECT.

    • Hans | 7 Jan 2009 at 2:37 pm: Edit
    The basis of PROJECT that roughly shapes the spiral is an algorithmic formula adopted from computer art pionier Frieder Nake. One of the parameters of the algorithm was however manually manipulated while plotting the curve. The meaning is clear: It is the artists triumph over the machine.

    • Hiram | 12 Jan 2009 at 11:40 am: Edit
    La casualità non esiste, un segno appare casuale ma solo perchè non è possibile spiegarne i significati o le aspirazioni e, come una particella kuantistica non assolutistica ma inprevedibile trova il suo posto nello spazio.

    • Alberto Maria | 17 Jan 2009 at 6:07 pm: Edit
    Ricorsività o involuzione?

    • Emanuele Sbardella | 18 Jan 2009 at 10:49 am: Edit
    Da quello che posso capire, ciò che Emilio Fantin ha progettato, ha gettato avanti (pro-jectus) a sé, è la compartecipazione del “lettore”.
    Quella che sembra un’opera scarsamente definita e totalmente aperta, in realtà definisce e stabilisce in modo preciso la partecipazione co-autoriale del futuro inteprete.
    Dietro l’apparente contraddizione di un progetto senza progetto si cela la consapevolezza della collettività di ogni operare e di ogni finalità.
    Al mutare del punto di vista sull’opera, essa appare come frutto del caso o come uno dei possibili casi di un progetto. E nessuno dei punti di vista inclusi in questo range è passibile di essere escluso; fa anzi già parte del progetto.

  2. Pingback: Fondamenti della Matematica_11 – Resoconto della performance « Emanuele Sbardella

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