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Il mercato della frutta si svolgerà a Ladispoli (dal 30 ottobre al 2 novembre 2009, con inaugurazione delle opere il 31) secondo una inedita forma espositiva. L’originalità di tale forma espositiva risiede nella gestione e presentazione dei seguenti aspetti:

– l’unità spazio-temporale della mostra è strategicamente gestita.

– il concetto della mostra si basa su una metodologia antropologica ed è filosoficamente strutturato, quindi aperto e in continua evoluzione.

La gestione dell’unità spazio-temporale della mostra si basa, adattandole al contesto glocale contemporaneo, sulle tre unità aristoteliche di tempo, di luogo e di azione. I limiti temporali e spaziali dell’evento non sono ben definititi. All’apparente concentrazione fa da contrappunto una tendenza allo sconfinamento.

Tempo – Gli ospiti sono di calibro e provenienza internazionale e si confronteranno a Ladispoli per dar vita ad una mostra dalla durata insolitamente breve, ma la cui concentrazione consegue ad un preciso progetto di sviluppo organico della stessa. Considerando il valore simbolico della frutta, non è casuale che le opere vengano inaugurate il giorno in cui secondo una recuperata tradizione celtica si festeggia la fine dell’estate (Halloween); non è casuale che la mostra si chiuda il giorno in cui secondo la tradizione cattolica si commemorano tutti i fedeli defunti (il Giorno dei Morti). Inoltre, grazie alla breve durata dell’evento, si prevede di fidelizzare gruppi di visitatori al fine di creare l’humus relazionale necessario per lo svolgimento stesso di alcune delle opere performative previste. Infine gli eventi saranno serrati e precisamente calendarizzati, aperti e rispondenti a quelle dinamiche effimere che caratterizzano buona parte dell’operato di alcuni artisti coinvolti.

Spazio – Lo spazio non è riducibile la sala espositiva, ma comprende i ponti fra questa ed il mercato che la circonda. Temporalmente, a rendere fluidi i confini, intervengono all’inizio una serie di interventi ed incontri preparativi, che rendono difficoltosa l’individuazione di una sola data di apertura (ad esempio l’inaugurazione è preceduta da una giornata di studi che io ritengo parte integrante del progetto). La chiusura avverrà nella notte fra il giorno dei morti e quello di ognissanti.

Azione – Quello che avverrà è un fitto scambio di opere, idee e materiali fra il luogo deputato all’esposizione d’arte e il luogo circostante deputato all’esposizione e al commercio delle merci ortofrutticole. Si darà luogo ad un microcosmo in cui l’arte si confonde irrimediabilmente con il mercato, utilizzando proprio la frutta (elemento naturale pregno di valori simbolici, economici e nutrizionali) che in questo viene venduta. L’azione degli artisti, inoltre, rimetterà anche in discussione le leggi del mercato proponendo pungenti interpretazioni ed alternative ai suoi tradizionali meccanismi. In questa provocazione, mossa a partire dall’interno di un mercato  della frutta, si scorge per estensione una critica al mercato dell’arte.

È evidente che il concetto della mostra sgorga dall’occasionale prossimità della sala espositiva al mercato.

L’idea base è stata quella di una mostra che condividesse con lo spazio fisico e relazionale del mercato (lavoratori e compratori) l’utilizzo della frutta e la propensione allo scambio.

A supporto teorico privilegiato per questa scelta curatoriale è stato adottato un libro di antropologia a cui il sottotitolo della mostra fa esplicito riferimento. Il titolo della traduzione italiana del testo di James Clifford esplicita sin dal primo momento la convinzione che i frutti puri vadano impazzendo, e che quindi sia vano continuare a pensare a blocchi di culture contrapponendosi. Gli artisti coinvolti propongono il mescolamento, la convivialità e lo scambio come momenti antropologici fondamentali.

A partire da questo nocciolo teorico, l’idea curatoriale si è evoluta secondo modalità di apertura dialogica.

Il curatore ha usato il proprio blog come strumento di lavoro e condivisione del sapere inerente la mostra. La curatorial dashboard è costituita da una serie di interventi scritti nel blog con licenza creative commons e condivisi con gli artisti, con i collaboratori e tutti gli eventuali lettori del blog. Il concetto della mostra è pertanto aperto, si sta formando pubblicamente, e si sottomette alle critiche quanto alla condivisione.

La “curatorial dashboard” si può consultare ed implementare seguendo questo link https://emanuelesbardella.wordpress.com/tag/mercato-della-frutta/ (si aprirà una lista di articoli, in ordine a partire dal più recente). Per chi non volesse scartabellare a lungo, fra i molti articoli segnalo i seguenti:

> Agamben e il prezzo del sacrificio (28 settembre)

Prendendo spunto dall’albero da frutta come elemento simbolico si apre una discussione attorno ai temi del sacro e del profano e all’antica dicotomia, a questa legata, di pubblico e privato.

> Contatto, sovversione e reciprocità (18 settembre)

Prolegomena ad un approccio antropologico alla curatela e inquadramento della mostra (testo curatoriale) nell’ambito di un movimento di resistenza alle dinamiche del capitalismo post-fordista.

> Mostra CC e la grafica condivisa

Riflessione sulla condivisione della mostra per la creazione di un testo curatoriale polifonico e la questione dell’applicabilità della licenza creative commons al testo curatoriale

> PorteAperte a Ladispoli

Dialogo interculturale e la concezione di una mostta come testo curatoriale risultante da un lavoro sul campo

> Arte ecologica

Analisi del rapporto che si è iniziato ad instaurare a partire dalla seconda metà del novecento tra un tipo di coscienza genuinamente ecologica e l’abbandono (o la relegazione) dell’opera da parte di alcuni artisti.

> Isacco di Ninive

Adattamento delle riflessioni teologiche di Isacco di Ninive alla questione contemporanea del lavoro (e, nella fattispecie, del lavoro dell’artista al giorno d’oggi).

> Greenness (11 luglio)

Il curatore è semplicemente un gestore di eventi culturali? Alcune questioni sulla gestione del concetto di “greenness” da parte delle due figure professionali.

Altre informazioni utili presenti sul blog

> Dove si svolgerà esattamente l’evento?

Alcuni testi di riferimento

> Gibran Kalhil

> Me and Elsie

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One thought on “Il mercato della frutta_Note di metodologia curatoriale

  1. Pingback: Il mercato della frutta_The pure products of Italy go crazy « Emanuele Sbardella

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