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Esponente dell’Arci di Rieti, direttirce di un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) ed esperta di decrescita, Valeri Patacchiola descrive, durante il suo intervento alla tavola rotonda “L’arte frutta”, un sistema economico alternativo – non utopico, ma realizzabile da chiunque con piccoli passi e lievi cambiamenti nello stile di vita. Cambiamento radicale che parte dal basso, da microgruppi e piccole azioni quotidiane.

Secondo quanto esposto da Valeria Patacchiola, il PIL, che cresce a prescindere dalla qualità dell’attività economica contabilizzata, non è un buono strumento di misura per la crescita. Calcolando indifferentemente il volume di scambi prodotto da incidenti e disastri (che naturalmente inducono notevole afflusso di investimenti) non può essere assunto come metro di benessere.

Di fronta alla constatazione di fatto, dice la Patacchiola, che su un Pianeta di misure limitate non può darsi una crescita illimitata, non ci possiamo accontentare di una riduzione della crescita in quanto il limite, anche se magari più lentamente, verrà comunque raggiunto (e comunque con effetti disastrosi).

Soluzione, seguendo Serge Latouche, è la decrescita economica, basata su un paradigma etico di solidarietà piuttosto che di profitto.

Link esterni:

> Blog dell’Arci di Rieti

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