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Primi di gennaio del 2010.
In un’Italia narcotizzata dalle immagini e delle parole (indistinguibilmente vuote) del Primo Narciso cha va a mignotte e disegna mutandine all’europarlamento, del Primo Narciso escoriato al volto e crocifisso, del Primo Narciso convalescente e risorto… una fantasma di un nero denso ci scuote dal profondo sud. In seguito a questi fatti (nei confronti del quale il Primo Convalescente non ha ancora aperto la sua dolorante bocca) mi tocca di sentire queste parole del suo verde scagnozzo: Roberto Maroni, uno che dice di essere ministro dell’interno, ma che in realtà dovrebbe essere molto più semplicemente un internato.

Mia nonna pregava passando fra le dita un Rosario. Lei sicuramente avrebbe fatto una preghiera per le anime di quegli immigrati di Rosarno, lasciando al buon dio il compito di giudicare i boia.

A me cosa rimane di fare?

Vale la pena di mettere per iscritto la dichiarazione di Maroni:

“In tutti questi anni è stata tollerata una immigrazione clandestina che ha alimentato la criminalità e ha generato situazioni di forte degrado come quella di Rosarno. Stiamo intervenendo con i mezzi e con i tempi necessari. Abbiamo posto fine all’immigazione clandestina (gli sbarchi a Lampedusa che hanno alimentato queste situazioni di degrado). A poco a poco riporteremo alla normalità situazioni che devono essere riportate alla normalità. Il nostro impegno è quello, con le forze dell’ordine, di portare tutto alla normalità”.

L’immigrazione in realtà non andrebbe tollerata, ma regolata e preservata. Nel senso etimologico del termine, tollerare significa portrare, supportare. In questo senso è l’immigrazione che tollera il sistema economico italiano. Alimentando sì (ma senza colpe) una sitazione di degrado, che è quella del nostro mercato del lavoro.
Ma la realtà è che nemmeno si riesce a contraccambiare con reciproca tolleranza. Questi esseri umani  non vengono tollerati, ma sfruttati.
Ecco un servizio video che è stato caricato su YouTube da MediciSenzaFrontiere nel  2008.

Questi esseri umani prendono 20 euro al giorno per lavorare 12 ore nei campi e dormire ammassati senza cure e senza servizi. Per questo stanno in Italia: e la loro permanenza non è frutto di tolleranza ma di una volontà di ghettizzare per sfruttare la loro condizione di povertà, che si traduce nell’illegitimità di far appello ai basilari diritti umani.

Questo tipo di meccanismo che parte dello sfruttamento, passa per una comunicazione superficiale e distorta, ed arriva nelle nostre case con l’aspetto di una rivolta di facinorosi ubriachi,. Questa immagine sarebbe  la normalità che il mini-stro si propone di reinstaurare con l’ntervento delle forze dell’ordine. Lo stato, che detiene il monopolio della forza, costringerà questi poveretti a subire il ruolo di schiavi che gli viene affibiato, sotto la falsa etichetta di clandestini. Anime salve in mezzo a questa alluvione di stolti.

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3 thoughts on “Il caso Rosarno – Intolleranza nei confronti di questa classe politica

  1. Dove porterà, qual’è il confine ultimo oltre cui la xenofobia prenderà il sopravvento? E’ quella la direzione in cui stiamo andando e come fermare tutto questo?

    Da dove partire per cambiare?

    • Caro Giulio,
      grazie dell’intervento.

      Condivido le tue preoccupazioni.
      Tuttavia non mi va di mettere il discorso sul piano della xenofobia, perché non intendo parlare di morale o di modelli sociali: non saprei come giudicare.
      Quello che mi preme è constatare come tutto questo derivi da una cosciente forza politica che criminalizza in pubblico e sfrutta (o fa si che venga fruttata) sotto banco la mano d’opera dei nuovi schiavi.

      Le fiammate xenofobe sono solo escoriazioni cutanee che avvengono facendo perno su quelle fasce di popolazione meno protette dalla disonformazione, o a loro volta più frustrate.

  2. Ti rispondo inviandoti questo link:

    è un video curato da alcuni miei colleghi.
    Un lavoro delicato in merito ad un argomento per molti “scomodo”.

    Buena Vista

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