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Mi sembra che oggi le guerre abbiano quantomeno il merito di essere messe in piedi con maggior perizia strategica. Non si cerca più il consenso all’intervento nell’imminenza dell’attacco; si è superato anche lo stadio in cui si giustificava la guerra come difesa dei valori occidentali sotto l’urgenza di una minaccia esterna.

Quello che avviene è frutto di un lavoro molto più meditato: si cercano con largo anticipo le motivazioni e si creano preventivamente le strutture per la futura legittimazione.  Le strade vengono esplorate e battute durante lunghi periodi di pseudopolitica rivestita di plastica, voluta da un corpo diplomatico che concepisce le relazioni internazionali come un salotto dove omettere discussioni poco galanti e risolvere le altre con pacche sulle spalle e rassicuranti strette di mano. Si fa leva sulla politica dell’immagine che vorrebbe trasmettere serenità e conciliazione, facendo al contempo fermentare il tumulto del malessere… quel malessere che dopo anni sfocerà in crisi, alle quali poter dare l’intervento militare come unica possibile risposta.

Più lungo è il tempo e maggiore la perseveranza con cui la crisi viene alimentata, migliore sarà l’effetto di preterintenzionalità di cui l’intervento militare potrà godere come attenuante (e persino come giustificazione). Ci vuole tempo – quindi -, ma il risultato è garantito, pulito e incontestabile. Anche la fascia dei medio-pacifisti è disposta a concedere credibilità a questa soluzione.

L’azione bellica così costruita gode di un duplice attenuante: la preterintenzione e lo Stato di necessità.

Dopo i simpatici scambi opinioni con la Libia ad opera di quell’idiota di Graziani, passando per  Regan e Berlusconi, oggi Napolitano ha saputo regalarci un’altra delle sue perle: “Faremo ciò che è necessario”.

Buona guerra, con la pace di tutti.

Ps. Non si creda che sia solo una problematica italiana. A ricordarcelo è una notizia dell’ultim’ora: “Il pattugliatore Libra sta navigando verso le coste libiche […] mentre la fregata Euro opera come nave appoggio.”

Pps. Per dare una misura della fregatura, ecco elencato l’equipaggiamento della sola Euro:

1 cannone Otobreda 127/54 Compatto

2 CIWS Breda Dardo

4 lanciamissili Otomat

1 lanciamissili Albatros/Aspide con 16 missili Aspide in deposito (ed eventuali altri 8 pronti al fuoco)

2 lanciasiluri tripli da 324mm MK 32 per siluri ASW tipo A244

Bozzetto per la prua della fregata Euro, commissionata a Cattelan - foto Il Giornale

Altro punto di vista sull’opera di Cattelan, da parte di giames.

Alta finanza in tempi di crifi - foto giames (Giacomo Turc...

Peace and L.O.V.E. (Libertà, Odio, Vendetta, Eternità)

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One thought on “Intervento in Libia: necessità di Stato e guerra preterintenzionale

  1. un macell0 un ver0 macell0.

    Art. 11

    L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

    …E se l’arte può fare qualc0sa…la si faccia!

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