Omaggio al Primo – I dieci comandamenti ai tempi della crisi dell’euro

A quel tempo – per essere più precisi, poco dopo aver inventato il tempo – dio era ancora sostanzialmente buono. Certo, non infinitamente buono, come senza falsa modestia ama farsi chiamare, ma diciamo pure che era ancora buono in maniera preponderante. Per questo, quando dovette punire Adamo, gli comminò una condanna sostanzialmente lieve: quella di dover lavorare con sudore la terra1.

Il rancore nei confronti di un un creato che con il passare dei millenni si sarebbe rivelato sempre più deludente non lo aveva ancora incattivito; per questo il suo giudizio lasciava ancora spazio a soluzioni concilianti a pene comunquesia sostenibili, e financo salutari.

Quando il tempo iniziava a mostrare i segni di se stesso, diciamo alcuni mellenni dopo, dio deve evidentemente aver attraversato una fase difficile della propria inesistenza. Il suo atteggiamento nei confronti della colpevole creatura si inasprì, ed escogitò il lavoro salariato. Né Dracone né Kafka sarebbero poi riusciti, nonostante l’impegno ivi profuso, ad immaginare di peggio.

Il Primo a dove patire tale sansione fu tale Mosè, il quale era un disoccupato senza prospettive che solo per sbaglio raggiunse il monte Sinai (fonti poi dichiarate apocrifate in realtà dicono fosse solo alla ricerca di una ricevitoria Snai).

Caso o predestinazione che sia, senza avere la benché minima possibilità di contrattazione il nostro Primo si ritrovò a dover fare i conti con il famigerato Contratto erbaico, padre di tutti i futuri Contratti Collettivi Nazionali, e che originariamente – con la moderazione che sappiamo essere propria del legislatore – veniva fatto chiamare Tavole della Legge.

Quello che Mosè vi strovò scritto, benché tramandato da secoli e tradotto i centinaia di lingue, resta in vigore ancora oggi, per tutte le creature che, colpevoli poi del solo fatto di non essere state adeguatamente impostata in fase di montaggio, si trovano a dover scontare questa inumana condanna.

  1. Non avrai altro Lavoro all’infuori di questo.
  2. Non denunciare mobbing, sarebbe invano.
  3. Ricordati di chiedere con largo anticipo i giorni di vacanza.
  4. Onora il Datore di Lavoro.
  5. Non danneggiare i macchinari.
  6. Non manifestare.
  7. Non rubare.
  8. Non testimoniare a favore di un tuo collega.
  9. Non desiderare l’impiego d’altri.
  10. Non desiderare lo stipendio d’altri.—

1La sentenza (non essendo ancora dati precedenti, lo stile può risultare un po’ vago ed eccessivamente metaforico): «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finchè tornerai alla terra, perchè da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!».

Annunci

5 pensieri riguardo “Omaggio al Primo – I dieci comandamenti ai tempi della crisi dell’euro

  1. Quello che Mosè vi strovò scritto… dice davvero tutto!
    …Anche gli errori credo siano essenziali per una lettura integra della realtà, in cui niente sembrerebbe essere affidato al caso e tutto rimane albergando nel non senso.
    …Dopotutto, questo Sisal!
    Buongiorno Emanuele, piacevole questo tuo pensiero.
    Il nome che porti comprende tutte le ragioni di quel che hai scritto e mi auguro che nel tuo nome, siano compiuti i tuoi comandamenti.
    🙂
    Shalom

  2. Cara Noemi,
    stavo aspettando il tuo commento!
    😀

    Ti ringrazio.

    Permettimi però che io mi scusi con te. A volte la mia furia agnostica mi fa perdere il senso della misura. Condotta, poi, da una ferma perorazione della libera espressione a volte mi porta ad esprimermi in modo tale che qualcuno possa sentirsi offeso. Spero che la religiosità di cui sono infuse le tue parole non siano una reazione ad una percepita offesa. Non era mia volontà.

    Detto questo, io credo tu possa immaginare che per me il mio nome non ha altro significato se non quello del rispetto nei confroti dei miei genitori che hanno impresso questa eufonia sulla mia figura. Tuttavia so a cosa alludi, ed auguro a me stesso di poter un giorno capire davvero il senso preciso del tuo augurio, di cui forse ora non riesco a carpirne che dei segni superficiali.

    Buone cose

  3. Non devi scusarti di nulla… anzi, trovo molto stimolante, anche se poco canonico, ripensare in chiave ellenistica il messaggio dei testi sacri.
    Un approccio diretto alle fonte consente non solo la magnifica scoperta di poter sperimentare su se stessi la piacevole sensazione di libero arbitrio, ma anche la possibilità di percepire la vera ermeneutica che i testi celano tra le righe degli scritti, in accordo primo con la filosofia e poi con le altre scienze…
    Certo, un’ evoluzione prima, rivolta all’individuo, non certo per il popolo, il quale inconsciamente continuerà a muoversi nella corrente generata dai venti, dagli eventi e dagli altri, come un feto nell’embrione mangia attraverso il legame con la mater protetto dalla placenta nel liquido amniotico.
    …Ma d’altra parte, c’è assai differenza tra l’esser credenti e l’aver fede, tra religione e religiosità… Spiritualità, se preferiamo.
    …La religiosità che hai avvertito nelle mie parole è la risultante della spiritualità che nutri nel tuo essere… che anche io perseguo nella mia vita, consapevolmente in maniera del tutto naturale, oltre ogni simbolo e religione.
    …Dunque nessuna offesa, piuttosto pensavo (strano!)… Quando passi per Roma forse potremmo finalmente conoscerci!
    Anche perchè, per rimanere in tema ma volendo tornare all’arte, noi ci incontrammo proprio all’auditorium in occasione della performance di Cesare Pietroiusti nel contesto più ampio della mostra Fluxus, nel quale bevemmo tutti, chi rosso chi bianco buonissimo nettare degli dei.

    😀

    Oggi, per ricordare una giornata importante vivendola, sono andata a castel sant’angelo per vedere la mostra allestita sul mito di Amore e Psiche… Ma forse per volontà di Giano bifronte ho trovato il museo chiuso, così… sono andata a palazzo Altemps dove ho trascorso piacevoli momenti di beatitudine…
    …Per milioni di motivi, adoro quel palazzo, anche soltanto per come è possibile da lì vedere incorniciato il cielo… (seconda foto)

    Festa Europea della Musica 2010 - Palazzo Altemps, Roma 19 Giugno 2010

    A presto Emanuele!
    Un soffio

    1. Cara Noemi,
      grazie per le parole, che mi hanno dato molto da riflettere. Purtroppo non potrò onorarle con una risposta adeguata. Forse perché non ho ancora portato a termine la riflessione, ma più probabilmente – più prosaicamente – perché mi sento un po’ schiacciato da alcune faccende da sbrigare.

      Permetti che non appena avrò trovato lo spazio-tempo io ti scriva in privato all’indirizzo con cui hai effettuato l’accesso?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...