Pentecoste 2012 – Il crepuscolo del Dio Gohal

Oggi è Pentecoste, e come tutti sanno si festeggiano i 20 giorni che mancano all´inizio degli Europei di calcio.

Una buona occasione per effettuare delle riflessioni, e possibilmente anche per essere tutti un po´piú  buoni.

Iniziando con le riflessioni: ad esser sincero non credo di dovermi comportare piú ´buonamente´ di quanto faccia di solito. Ció che invece credo dovrei fare sarebbe: rimediarmi un buon motivo per stare bene (andrebbe bene anche un motivo preconfezionato; basta che mi conceda un alibi per la felicitá).

Forse dovrei inventarmi qualcosa come una fede calcistica. Qualcosa, insomma, che mi faccia gioire quando un gruppo di persone sconosciute riesce a spingere una sfera di cuoio pneumaticamente gonfiata oltre il piano immaginario delimitato da tre legni e della calce tracciata su un tappeto erboso.

Questa configurazione di elementi piuttosto fantasiosi ed assolutamente arbitrari potrá inizialmente suscitare in me un atteggiamento di sospettoso distacco. Lo so. Ma sono anche certo che con l´abitudine agli incontri preeliminari ogni partita diventerá anche per me una sana fonte di felicitá (e presto finanche una ragione di vita). Quando avró acquistato la fede avverrá automaticamente che dimenticheró di essermela procacciata intenzionalmente, e mi dichiareró in tutta buona coscienza onorato di averla ricevuta come dono.

Il miracolo è assicurato e si verifica ad ogni apparizione del fenomeno sopra descritto, quello del passaggio della sfera pneumatica attraverso una superficie immaginaria. Milioni di persone hanno constatato immediati effetti benefici: un repentino cambio di umore che si verifica in concomitanza con il palesarsi di un simile mistico fenomeno. Nel criptico linguaggio di questa fede un po´ posticcia – ma non per questo meno lenitiva – lo chiamano “Gol” (per distinguerlo dal termine “Fenomeno”, utilizzato invece per lodare le gesta di semidivinitá appartenenti allo stesso ciclo mitologico).

Bassorilievo di un antico Fenomeno

L´etimologia del nome “Gol” è controversa, ma, per quanto dato sapersi, illuminante. Sembra che derivi da dal gruppo linguistico Goidelico e si sia lentamente diffuso in tutto il continente europeo in seguito al un generale aumento delle temperature verificatosi nel III sec. a.C. (all´ aumentare delle mosche e quindi della pesca con la mosca, originaria della area nord-europea in questione ed ancora ivi oggi monto diffusa).

Il termine Gohal, che nella derivazione indogermanica “*go/a/l” puó riferirsi a “trappola”, “rete”, “barbabietola da zucchero” o anche “massmedia”, designava presso le antiche popolazioni che abitavano l´attuale Scozia il nome di una divinitá celtica. Alla venerazione del Dio Gohal, raffigurato tradizionalmente come un essere anfibio munito di pesanti stivali neri, baffi da cuoco italiano e immancabile coda da scorpione, era collegato un rito propiziatorio di fondamentale importanza tra i pescatori scozzesi.

All´inizio di ogni stagione ittica gli undici più giovani pescatori venivano insaccati in una rete con altrettanti salmoni atlantici. Una volta raggruppati sulla riva i corpi nel lordo bottino, questo veniva trascinato da uno scafo verso il fondo. Alcuni di loro morivano presto a seguito delle ferite riportate dai morsi del famelico animale; altri riuscivano a fuggire attraverso le maglie della rete (sottoponendosi in questo modo al ludibrio generale); alcuni, verso il mare alto, morivano annegati; l´ultimo veniva considerato il prescelto e ricoperto di grandi onori. Ad egli spettava non solo il titolo di Unto dal salmone ma anche l´esclusivo diritto di indossare il Barbour. C´è poco da ridere: non si tratta solo di un discutibile fattore estetico. Nella credenza di quel primitivo popolo, infatti, il Barbour avrebbe lasciato un segno indelebile sulla fronte dell´unto, che avrebbe poi facilitato il compito del Dio Goahl nello stilare la seleção do peixe. Secondo l´antica mitologia gaelica, infatti, Goahl scende sulla terra ogni quattro anni in forma di patella caerulea per chiamare a sé i quattro pescatori che entreranno a far parte del Numero dei 144000: Egli li riconoscerá dalla macchia lasciata dal cappello (e anche un po´ dalla puzza di merda e di salmone che ancora si portano appresso dal superamento del suddetto rito).

Da queste arcane origini deriva l´ancora attuale pratica di celebrare, a cadenza quadriennale (e per non piu di 36000 edizioni), la liturgia calcistica denominata “UEFA Euro [anno di celebrazione]”. In vista delle prossime celebrazioni, che come accennato inizieranno fra 20 giorni, mi sto allenando per aquistare la fede in tempi brevi, nella speranza di poter ottenere – se non proprio la salvezza della mia anima – quantomeno un po´ di felicitá spicciola, guardandomi qualche partita dell´Italia, magari mangiando un bel risotto alla pescatora preparato da Gino in quel ristorantino sulla Potsdamer Straße.

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