Al Netto delle mie miseire

Tornando stanco dal lavoro devio in direzione dell’unico discount ancora aperto. Lo stramaledetto Netto.

Mentre smucino in tasca gli spiccioli che attestano il mio diritto a non morire di fame, gia´ pregusto la gommosita´ delle verdure nelle quali le mie monete si stanno per trasformare. In direzione opposta incrocio una vecchietta tremolante, che si trascina appresso due buste giallolimone. (Avrei voluto poter scrivere “avanza verso di me una vecchietta”, ma il suo Fortbewegung muoversi in avanti era praticamente solo il volenteroso frutto della  mia sovrainterpretazione delle sue volontaa´ davvero poca cosa se paragonato alla portata dei suoi cedimenti laterali). Nella strada poco illuminata i suoi occhi spenti risaltano come una lampada alogena in una distesa di candeluzze.

“Se solo fossi meno stanco, avessi piú tempo o se solo almeno andassimo nella stessa direzione… le avrei portate io quelle buste giallolimone! Mi sarei fatto vicino, mi sarei fatto. Avrei sfoderato un sorriso degno del miglior Obama e le avrei proposto di accompagnarla a casa. Senza nemmeno chiederle di votare per me.

Ma sono troppo stanco, ho davvero poco tempo… cazzo, davvero poco tempo! E poi, scusa, gli altri? Saranno mica tutti stanchi come me? Dovranno mica tutti subire le pressioni che subisco io! Perche´ non l’aiutano loro, loro che potrebbero… Gente indegna. Maledetti indifferenti! EGOISTI!!

Se io l’avessi incontrata facendo il percorso opposto. Allora si… allora…

..o forse no. Forse avrei trovato altre scuse per poter continuare a crogiolarmi nel tepore delle mie piccole afflizioni.

Come sono meschino.

Piccolo egoista.

Piú meschino ancora di loro, degli indifferenti!”

Provo dolore. Sincero dolore.

La sincerità di questo dolore mi serve per mettermi la coscienza apposto e continuare a concentrarmi sul mio beneamato disagio.

Bello stronzo che sei! Bravo! Ti sei volutamente afflitto per quei 3 secodi necessari a reimpostare il tuo menefreghismo ed ora pensi di poter continuare a ritenerti innocente, o quantomeno meno colpevole di loro, degli indifferenti egoisti, che non solo non l’hanno aiutata, ma nemmeno se ne sono fatti il nobile pensiero che tu ti sei almeno fatto. Che tu ti stai facendo. Di cui tu ti stai approffittando.

Loro…

E come fai a sapere che anche loro, gli indifferenti egoisti non abbiano fatto lo stesso o addirittura non siano persino andati oltre, non siano andati, diciamo, piu´ vicino di te al muoversi al compassione?

Non so se sia piú squallida la scritta rossa su quelle buste giallolimone o la mia vanità nel rielaborarla per il mio blog, la mia speranza di trovare un riscontro nella stima di chi legge ed in questo modo di omettere a me stesso la mia povertà d’animo.

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3 pensieri riguardo “Al Netto delle mie miseire

  1. Se io l’avessi incontrata facendo il percorso opposto. Allora si… allora…

    …Il fatto stesso che tu l’abbia incontrata e notata denota la percorrenza del medesimo percorso… Crucciarsi del resto è meravigliosa ed inutile speculazione… e nella speculazione accade tutto… E allora quell’anziana donna potrebbe identificare la tua parte femminile, sensibile, arresa e stanca, che si tira dietro la vita contro la quale ogni giorno il ragazzo che sei si scontra, e passandoci sopra col pensiero, attraversandola fisicamente, e forse preoccupandosi il tempo per allontanarsene, infine la supera e separandosene potenzialmente se ne ricongiunge.
    Coraggio, cor agio… Pian piano quella vecchietta sarà ormai giunta a casa sorretta anche dal tuo pensiero autentico.

    Se io l’avessi incontrata facendo il percorso opposto. Allora si… allora…
    Quella vecchietta sarei potuta essere IO, quel ragazzo saresti potuto essere davvero TU.
    …L’egoismo consapevole è la più alta forza di altruismo.

    Per quel che riguarda l’altro articolo… ovviamente dipende dai punti di vista, ma dietro l’articolo in primis direi che si nasconde la password… dov’è che si trova la chiave di accesso?

  2. Mi piace molto l’interpretazione di una mia proiezione sulla “vecchietta”. SInceramente non ci avevo pensato, ma trovo non si distacchi dall’essere una interpretazione corretta, soprattutto se leggi questo articoo insieme a quello criptato.
    Láltro infatti voleva mostrare come ogni tentativo di scavare in profondita´, specie in questioni morali, si mantiene sul filo della superfcie. Tutta una qeustione di “codice”: quello che sembra stare “dietro”, “oltre”… se si fa un passo in dietro, se si riesce a padroneggiare o a ocnoscere il codiece sottostante, si palesa nel suo essere “non profodndo”. Una specie di tromp l’oeil etico, che si rivela non appena uno lascia scivolare il proprio punto di vista.

    La password da inserire nel secondo articolo, in realta´ speravo potesse evincersi dal sottotiolo che avevo apposto all’articolo. SOlo che non avevo mai pubblicato un articolo protetto e non sapevo che nemmeno il sottotitolo sarebbe stato pubblicato. Avevo aggiunto:
    – Inserisci la “password”…

    Ninete e´ nascosto, niente e’ segreto. Perlomeno non siamo noi a poterlo stabilire. Quel che e´ segreto (come quel che e´ sacro) non e´ alla nostra portata.

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