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Questo post è dedicato a te, che sei capitato su questo scritto digitando su Google “come farsi una pippa”, “cosa significa farsi una sega?” o simili chiavi di ricerca.

Maybe not from the sources you have poured yours.

Mi dispiace: qui non troverai informazioni tecniche sull’argomento “masturbazione”: né spiegazioni anatomiche, né pratici suggerimenti sulle relative modalità d’uso. Nella materia “Teorie e tecniche dell’onanismo” ci saranno on-line enciclopedie intere che potrai consultare subito dopo, ne sono certo. Una volta appresi i primi rudimenti ci farai presto la mano.

Forse, come spero, potrai comunque trovare qui qualcosa di tuo interesse.

Maybe not from the directions you are staring at.

Quanto avevo più o meno la tua età io non avevo Google a cui porre certe domande e nemmeno Yahoo che potesse darmi delle Answers. Ma in classe l’argomento riscuoteva un crescente successo e l’indiscreto interessamento dei miei compagni si faceva sempre più pressante. Non potevo più svincolarmi. A domande non molto discrete del tipo: “Ma tu, ogni quanto te le fai le pippe?” non bastavano più risposte generiche del tipo “Ogni tanto… un paio di volte al giorno”. Occorreva che io venissi esattamente a conoscenza di ciò attorno al quale ero chiamato ad esprimemi. Come potrai immaginare la questione arrecò un certo imbarazzo (sia a me, sia – credo – a mio padre).

A te questa pena è risparmiata. Abbi quindi almeno la pazienza di continuare a leggere quello che ti sto scrivendo.

Trust your head around it’s all around you.

Ottenuta l’informazione richiesta – te lo anticipo – ne rimasi molto deluso. meglio che tu non abbia a riguardo aspettative troppo alte.

Dovetti pensare: “Beh, tutto qui? Allora lo faccio già da tempo!”. In realtà questa innocente saggezza durò ben poco e quello che, in risposta a naturali stimoli, già facevo da tempo, si trasformò. Ma la trasformazione non era una di quelle evidenti. All’apparenza continuai semplicemente a fare quello che già facevo (magari con maggiore frequenza).

La questione cruciale della trasformazione – quello che veramente mi preme di dirti – sta nel fatto che con essa divenne una pratica consapevole; non più, quindi, effettuata in modo spontaneo, ma ricercata. La stima effettuata prima di conoscere il significato della parola si rivelò presto inadeguata. Prima del tempo delle seghe c’era un tempo in cui ci si toccava con piacere, senza vole raggiungere l’orgasmo. Anzi! Ricordo bene che poco prima della fuoriuscita del liquido seminale tendevo a fermarmi per via di quello che avvertivo come un a specie di leggero dolore. Ma era un altro tempo, in cui non distinguevo bene il dolore e soprattutto non ricercavo primariamente il piacere, perchè tutto il mio mondo ne era colmo.

All is full of love, all around you.

All – (was/will be) – full – of – love

Se vuoi, puoi continuare a leggere ascoltando questo pezzo.

L’eiaculazione raggiunta al fine (e come fine) di una sega (la boum) non ha più niente a che vedere con “la prima goccia bianca”. Una volta avvenuta la concettualizzazione e la conseguente socializzazione della masturbazione avviene un passaggio difficile da cogliere ma fondamentale.

Nel momento in cui ti fai una pippa sapendo (credendo di sapere) quello che stai facendo, lo fai perché e per come ti è stato detto di fare; lo fai aiutandoti con il ricordo della scollatura della maestra o delle gambe della bambina a cui hai alzato la gonna. La fantasia distrae il tuo piacere e lo distoglie dal suo originario crogiolo pulsionale.
Alla masturbazione è quindi legata una insoddifazione che non ha proprio nulla a che vedere con la mancata appagazione sessuale. L’insoddisfazione legata alla masturbazione (sia come motivo, sia come conseguenza) discende dal narcisismo che il nostro ego acquisisce con l’età. Per questo credo che quel narcisismo andrebbe abdicato in favore di un reinnamoramento, ma – bada bene – non di un reinnamoramento di se stesso; bensì di un innamoramento senz’assenso.

Per spiegarti meglio cosa intendo con “innamoramento senz’assenso” non ti parlerò di Freud, che comunque ti consiglio di leggere, ma farò riferimento a due grandi che hanno scritto prima di me: Chaplin e Battiato.

Per farla semplice: Chaplin rivendicava un reinnamoranto di sè stessi, un innamoramento con assenso, un dire di sì al proprio ego; Battiato si riferisce ad un innamoramento senza assenso, ma lo fa molto più poeticamente di me, contestualizzando “la prima goccia bianca” fra il Tigri e l’Eufrate.

Ecco come descrive Chaplin l’innamoramento con assenso. Il testo integrale della poesia lo trovi al seguente link, se vuoi.

As I began to love myself I freed myself of anything that is no good for
my health – food, people, things, situations, and everything that drew
me down and away from myself. At first I called this attitude
a healthy egoism. Today I know it is “LOVE OF ONESELF”.

battiato

Battiato, in un certo qual modo, ne parla in “Mesopotamia” e descrive questa fase come un “innamoramento senza senso”.

La valle tra i due fiumi della Mesopotamia.

Ora mi sento in dovere di dare una conclusione a quello che ho cercato di scrivere. Sono proprio stato fuorviato dal metodo scientifico!

Riassumendo: quando iniziamo a “masturbarci” poniamo fine a quel rapporto immediato che avevamo con il corpo che eravamo. Alla “prima goccia bianca viene assegnato il nome di “sborra” (o, più tardi, di sperma) e facciamo nascere in noi una irrevocabile insoddisfazione ovvero una incapacità di essere soddifatti di quello che siamo. Alla radice c’è una modificazione radicale, vale a dire un passaggio da una innominabile fase preidentitaria ad una fase della comprensione di noi stessi come persone aventi un corpo.

Dopo essermi concepito come avente un corpo, allora dó adito alla mia insoddisfazione, in quanto vedo quello che ho, vedo quello che hanno gli altri. Gli altri, nella mia immaginazione, non sono essenti ma a loro volta aventi dei corpi, che anche io potrei avere, e che desidero. Dopo aver irrevocabimente scambiato quello che siamo per quello che abbiamo, tendiamo a desiderare di avere piú di quello che abbiamo.

Anche prima del farsi una pippa ci si toccava in modo similie, da un punto di vista puramente meccanico. Ma psicologicamente era tutta un’altra dimensione. Questa dimensione viene descritta da Battiato come un'”innamoramento senza senso”. Qui Battiato si riferisce ad una fase della vita di ogni essere umano che precede la concettualizzazione imposta dalla civiltà (simboleggiata in tutto il suo splendore, ma anche nel suo derivante squallore, dalla Mesopotamia)Oltre ad essere un innamoramento senza senso-significagto, esso è anche un innamoramento senza senso-direzione, ovvero antecedente il direzionamento della nostra fantasia sui corpi che noi stessi sembriamo avere e che gli altri hanno. Prima della pippa non c`è alcun autoerotismo (cioè erotismo diretto verso se stessi), ma semplicemente un amore senza(s)senso.

Lo spavento della prima goccia bianca non nasce da quella “masturbazione” di cui tu andavi cercando. Mi dispiace di averti tratto in inganno con i tag. Ma l’ho fatto a fin di bene. Spero non ti dispiaccia.

Se vuoi, ascolta questo miracolo di canzone (anche musicalmente, da cd sarebbe meglio).

Lo sai che più si invecchia
più affiorano ricordi lontanissimi
come se fosse ieri
mi vedo a volte in braccio a mia madre
e sento ancora i teneri commenti di mio padre
i pranzi, le domeniche dai nonni
le voglie e le esplosioni irrazionali
i primi passi, gioie e dispiaceri.
La prima goccia bianca che spavento
e che piacere strano
e un innamoramento senza senso
per legge naturale a quell’età.
mesopotamia

Ps. Quando hai tempo divertiti a mettere a confronto questa versione con quella cantata (e parzialmente riscritta da Morandi) e dimmi che ne pensi.

Ps. La foto-copertina (titled: “Au(gen)garten”) l’ho scattata in un pomeriggio del lontanissimo 6 gennaio 2014 in un parco, il primo vero parco pubblico di Vienna, l’Augarten.

Qui (su Panoramio) ho caricato un’altra immagine del parco, più chiara in riferimento al luogo e al tempo, ma non all’impressione.

Battiato  Mesopotamia Innamoramento Goccia Bianca

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